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Sono 4 giorni. Sono solo 4 giorni. E dovrà durare fino a Dicembre. E’ sopraggiunta una fiacca, una sensazione di affaticamento totale, talmente sfiancante che anche alzarsi per andare al bagno costa fatica. Non mi và di leggere, non ce la faccio a stare al computer, mi sveglio la mattina dopo una notte di sonno e vorrei subito rimettermi a dormire.
Non è facile, con queste sensazioni non farsi prendere dallo scoraggiamento. So che si deve essere positivi e che l’atteggiamento con cui si affronta la cura è importante, ma ora mi rendo conto della difficoltà e di quanto sia facile farso prendere dallo sconfortorto.
Mi vengono in mente pensieri insidiosi: ma ha senso? Servirà veramente? E quando prendo le tre o quattro pillole rosa di Xeloda è automatico pensare: “un’altra dose di veleno”. Perché ti senti avvelenato. L’energia che se ne và, le gambe pesanti e che non ti reggono, la diarrea, la sensazione di essere sempre pieni che rende il mangiare quasi una tortura, le strette alla gola quando un cibo è troppo freddo, sono sintomi che vengono e vanno senza un preciso avviso e si intrecciano tra loro come secondo una precisa coreografia diretta a sfinirti.
Da ieri che sono stato cosí.

Ma la testa si è rifiutata di arrendersi. Dopo una mattinata passata come uno straccio mi sono imposto di uscire a fare due passi. E’ stata proprio un’imposizione perché solo l’idea di mettermi dei vestiti ed i sandali mi affaticava. Verso le 18:30, senza il sole battente, sono uscito. I primi passi sono stati pesanti ma soddisfacenti, riuscire a muovermi per la strada anche solo facendo un giro attorno a casa è stata una soddisfazione ed una sorpresa.

Non sò se è stato un intervallo concesso dalla terapia o se dopo i primi giorni mi sto abituando, o se la soddisfazione per ma non mi sono sentito distrutto come temevo. Anzi si è un pò attenuata la sensazione di “sempre pieno” che avevo allo stomaco e mi sono sentito irrorato da un pò di energia. Ho mangiato, mi sono fatto la barba, messo a posto i baffi e finito di leggere il libro che avevo interrotto.

Ora sono di nuovo stanco, ma a ragione; penso che riuscirò a dormire e ad usare questa esperienza anche per i prossimi giorni.20110709-224219.jpg
Sono 4 giorni. Sono solo 4 giorni. E dovrà durare fino a Dicembre. E’ sopraggiunta una fiacca, una sensazione di affaticamento totale, talmente sfiancante che anche alzarsi per andare al bagno costa fatica. Non mi và di leggere, non ce la faccio a stare al computer, mi sveglio la mattina dopo una notte di sonno e vorrei subito rimettermi a dormire.
Non è facile, con queste sensazioni non farsi prendere dallo scoraggiamento. So che si deve essere positivi e che l’atteggiamento con cui si affronta la cura è importante, ma ora mi rendo conto della difficoltà e di quanto sia facile farso prendere dallo sconfortorto.
Mi vengono in mente pensieri insidiosi: ma ha senso? Servirà veramente? E quando prendo le tre o quattro pillole rosa di Xeloda è automatico pensare: “un’altra dose di veleno”. Perché ti senti avvelenato. L’energia che se ne và, le gambe pesanti e che non ti reggono, la diarrea, la sensazione di essere sempre pieni che rende il mangiare quasi una tortura, le strette alla gola quando un cibo è troppo freddo, sono sintomi che vengono e vanno senza un preciso avviso e si intrecciano tra loro come secondo una precisa coreografia diretta a sfinirti.
Da ieri che sono stato cosí.

Ma la testa si è rifiutata di arrendersi. Dopo una mattinata passata come uno straccio mi sono imposto di uscire a fare due passi. E’ stata proprio un’imposizione perché solo l’idea di mettermi dei vestiti ed i sandali mi affaticava. Verso le 18:30, senza il sole battente, sono uscito. I primi passi sono stati pesanti ma soddisfacenti, riuscire a muovermi per la strada anche solo facendo un giro attorno a casa è stata una soddisfazione ed una sorpresa.

Non sò se è stato un intervallo concesso dalla terapia o se dopo i primi giorni mi sto abituando, o se la soddisfazione per ma non mi sono sentito distrutto come temevo. Anzi si è un pò attenuata la sensazione di “sempre pieno” che avevo allo stomaco e mi sono sentito irrorato da un pò di energia. Ho mangiato, mi sono fatto la barba, messo a posto i baffi e finito di leggere il libro che avevo interrotto.

Ora sono di nuovo stanco, ma a ragione; penso che riuscirò a dormire e ad usare questa esperienza anche per i prossimi giorni.

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