Ho guardato il cielo


Sono andato ad un convegno al centro di Roma. Giovedì, un giorno di pioggia. Ma visto che ero in anticipo sono sceso una fermata prima e, con calma, mi sono avviato verso il luogo del convegno. La pioggia era sottile quasi inesistente, così ho fatto a meno dell’ombrello.

Si, lo so a Roma appena cadono due gocce tiriamo fuori l’ombrello perché non siamo abituati; ma a me piace camminare quando viene giù poca pioggia, camminare senza ombrello e sentire l’odore dell’acqua e delle cose bagnate. Mi fa sentire piú libero.

Durante questa passeggiata in libertá ho alzato la testa guardando il cielo. Mi sono sentito sereno e ho pensato che di solito non guardo in alto. L’attenzione è aumentata, con questo pensiero guardavo attorno e vedevo le persone: quelli in auto con lo sguardo di fronte, costretti dai confini del parabrezza; quelli a piedi osservavano il marciapiede davanti, molti celati sotto gli ombrelli con l’attenzione distolta dalla loro direzione solo dalle vetrine.

Nessuno guarda mai in alto. Intendo nella vita di tutti i giorno giorni, non in vacanza. In vacanza è naturale guardare il panorama, il cielo, anche lo sguardo e libero di vagare. Infatti gli unici che ho incontrato con lo sguardo a zonzo, si capiva che erano turisti. Ma nei giorni normali alle persone non capita, anche gli occhi seguono percorsi abitudinari della vita che chiamiamo normale.

Quella sensazione di leggerezza e felicità, mi ha stuzzicato piacevolmente. Voglio provare a svicolare da questa specie di trappola, d’ora in poi cercherò di guardare in alto più spesso, almeno ogni giorno.
Sono andato ad un convegno al centro di Roma. Giovedì, un giorno di pioggia. Ma visto che ero in anticipo sono sceso una fermata prima e, con calma, mi sono avviato verso il luogo del convegno. La pioggia era sottile quasi inesistente, così ho fatto a meno dell’ombrello.

Si, lo so a Roma appena cadono due gocce tiriamo fuori l’ombrello perché non siamo abituati; ma a me piace camminare quando viene giù poca pioggia, camminare senza ombrello e sentire l’odore dell’acqua e delle cose bagnate. Mi fa sentire piú libero.

Durante questa passeggiata in libertá ho alzato la testa guardando il cielo. Mi sono sentito sereno e ho pensato che di solito non guardo in alto. L’attenzione è aumentata, con questo pensiero guardavo attorno e vedevo le persone: quelli in auto con lo sguardo di fronte, costretti dai confini del parabrezza; quelli a piedi osservavano il marciapiede davanti, molti celati sotto gli ombrelli con l’attenzione distolta dalla loro direzione solo dalle vetrine.

Nessuno guarda mai in alto. Intendo nella vita di tutti i giorno giorni, non in vacanza. In vacanza è naturale guardare il panorama, il cielo, anche lo sguardo e libero di vagare. Infatti gli unici che ho incontrato con lo sguardo a zonzo, si capiva che erano turisti. Ma nei giorni normali alle persone non capita, anche gli occhi seguono percorsi abitudinari della vita che chiamiamo normale.

Quella sensazione di leggerezza e felicità, mi ha stuzzicato piacevolmente. Voglio provare a svicolare da questa specie di trappola, d’ora in poi cercherò di guardare in alto più spesso, almeno ogni giorno.

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