A seguito delle accuse mosse al Ministro Josefa Idem, la stessa ha fatto una conferenza stampa dove fornisce la sua versione, si scusa, dice che riparerà e non parla di dimettersi. Sinceramente, è un copione già percorso da altri negli ultimi anni. Vediamo bene come sono i fatti. Da quello che ho capito, il risultato di alcuni accrtamenti è stato che il Ministro Josefa Idem non abbia pagato l’ICI dal 2008 al 2011 ed abbia costruito iuna palestra con delle irregolarità edilizie.
Questo a suscitato un ondata di sdegnate polemiche con toni accesi, forti e spesso volgari, fino a chiederne le dimissioni. quindi il ministro a ritenuto opportuno spiegare pubblicamente cosa è avvenuto, perché e scusarsi.
Ora elucubrare sul cosa è avvenuto mi interessa poco, ma francamente il suo è stato un messaggio simile agli altri sentiti in precedenza ed un’occasione persa per mostrare delle caratteristiche differenti di una nuova classe politica. Le spiego perché questa mia opinione.

Nei circa 4 minuti di messaggio il primo minuto lo ha impiegato a ricordarci che “le parole vanno usate con cognizione di causa e responsabilità, si dice che le parole sono come pietre e questa volta sono state pietre scagliate contro di me con una brutalità ed inaudita violenza” e che Sefi è il diminutivo che le ha dato sua sorella quando da piccola non sapeva pronunciare il suo nome.
Ha ragione le parole usate contro di lei, ripeto, sono state volgari, sproporzionate e mostrano solo la pochezza di chi le ha pronunciate. Ma comunque, Ministro, io vorrei una classe politica in grado di districarsi tra i macigni delle crisi internazionali e le mostruosità prodotte dalla crisi economica. Non che vacilli per due pietre-parole tirate dalla parte avversa: mi ricorda un certo D’Alema che querelava Forattini per una vignetta chiedendo risarcimenti favolosi.

Successivamente, per 1 minuto e 40 secondi, ci ricorda i suoi successi d’atleta, le sue vittorie, i suoi sacrifici, le sue medaglie. Ma perché? Pensa che un passato simile sia sufficente per far parte con autorevolezza della classe politica? Allora mi devo aspettare Totti Vicepresidente del Senato? Io avevo capito che lei lo stessometodo per costruire un risultato d’eccellenza e l’aver imparato a lavorara in squadra” lo voleva usare per una differente attività: quella politica. Conclude questa parte dicendo che non ha “imparato a fare la commercialista, la geometra o l’ingeniera“. Su questo la tranquillizzo io, nemmemo la maggior parte degli Italiani che hanno pagato le tasse o fatto ristrutturazioni a casa lo ha imparato, ma si destregga tra leggi, norme e regolamenti fatti dalla classe politica a cui Lei ha deciso di contribuire dopo il suo prestigioso passato atletico.

Arrivati a 3 minuti ci spiega che, visti i suoi impegni da sportiva, ha “delegato tutte le sue questioni amministrative, quelle fiscali e quelle edili a persone a me vicine ed ai professionisti del caso […] con l’indicazione che tutto sia fatto a regola d’arte e nel rispetto della legge“. E’ ineccepibile e comprensibile, per un atleta serio, questo genere di delega. Ed ineccepibile e corretta è la sua affermazione che conferma che “ci sono state delle irregolarità e ritardi“. Poi prosegue dicendo “Me ne assumo tutte le responsabilità come qualunque cittadino e sanerò ciò che sarà da sanare. Non sono una cittadina infallibile, ma sono una persona onesta e non permetterò a nessuno di dubitarne” e conclude dicendo che vuole continuare ad impegnarsi per il bene del nostro Paese.

Qui non và proprio! Come dice lei le parole vanno usate con cognizione di causa. Non volgio dubitare della sua onestà, ma lei non è un qualunque cittadino. Valentino Rossi è un campione mal amministrato, che come qualunque cittadino che non ha pagato le tasse  ha pagato delle ammende o sanzioni. Ma proprio come un qualunque cittadino nessuno gli ha chiesto di dimettersi dalle corse!

Lei è un Ministro, mi rappresenta e mi governa, vorrei che, non per una legge nè per una norma, ma per etica lei si dimettesse. Perché se lei ammette che ha fatto delle irregolarità, sul’ICI o cose simili, affidandosi a persone che hanno dimostrato di non comportarsi “a regola d’arte”, come ministro cosa potrebbe provocare il suo comportamento se continuasse a scegliere le persone con lo stesso criterio? Il suo gesto di dimissioni poi influenzerà quelli che vengono dopo di lei. Che forse si preoccuperanno un po’ di più di avere un passato “modello”.

Ministro parlo di etica, di comportamento, di buon senso non di leggi, quindi è sua la decisione, ma è di altri il giudizio.

Poi c’è una cosa che non mi và giù. Quando ci si sposa in chiesa ti fanno fare un corso prematrimoniale. Prima di fare la comunione devi avere l’anima senza peccato come dopo una confessione. Gli atleti prima di una prova fanno una preparazione specifica per verificare le proprie condizioni. Ma a lei che aveva deciso di fare politica (e penso una politica nuova e differente) perché non ha chiamato un secondo commercialista per verificare i suoi ultimi 5 anni e sanare PRIMA queste cose? Forse avrebbe speso degli altri soldi, ma la sua immagine da politico sarebbe stata più vicina a quella in cui esulta su una canoa per una vittoria e non quella, già vista e rivist, di un politico in conferenza stampa che si scusa per l’ennesima marachella scoperta.

Peccato, un’occasione persa.

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