Re Kikko

Re Kikko (a WalBof daw)

Il regno del Cucu era un bel posto. Un paese pieno di bella gente, con dei luoghi incantevoli. Chi non ci viveva voleva andarci, almeno una volta nella vita, per passare un po’ di tempo al caldo delle sue spiagge o a passeggiare per le sue maestose montagne, ma anche solo per gustare i piatti prelibati che sapientemente sapevano cucinare i locandieri del regno del Cucu.
Questo paese era regnato da un Re bravissimo: Re Kikko. Salito al trono da piccolo perché suo padre, il Re Cocco, era deceduto improvvisamente in una partita di caccia. Da anni, nel Regno del Cucu, si parla di questa storia, che poi è l’unica storia triste accaduta da anni. Re Cocco era andato nel bosco con suo fratello, il Principe Zucco’, ed ovviamente circa duecento servi; lì aveva visto una lepre grossa, grossa ed le era andato dietro con il cavallo addentrandosi molto nel bosco. Dopo un po’, non vedendolo tornare, il Principe Zucco’, iniziò a chiamarlo, sempre più forte, sempre più forte. Tango forte che anche i circa duecento servi che li accompagnavano andarono verso di lui e lo aiutarono, prima a chiamare Re Cocco, poi a cercarlo bella foresta. Fu trovato sotto un tronco che, cedendo, aveva travolto lui ed il suo cavallo.
il Principe Kikko una volta salito al trono, benché avesse compiuto da poco i venti anni, si fece subito benvolere per i suoi modi, la sua imparzialità ed il modo giusto di amministrare il regno. Giá amato dal popolo da bambino, fu adorato come padre del popolo. Certo per far fronte ai tutti i suoi compiti si faceva aiutare dal Gran Consiglio di Saggi, che si occupava principalmente del buon andamento del regno, portando al cospetto del Re solo le questioni più urgenti o le più intricate. Anche il Gran Consiglio era fatto di persone benvolute dal popolo che, come il Re vantavano un comportamento irreprensibile e nessun peccato. Si perché Re Kikko era talmente buono e bravo che non faceva mai un’offesa a nessuno e si comportava in modo retto ed esemplare. Ugualmente era il Gran Consiglio: probo e senza macchia. Oddio proprio senza senza non si poteva dire. Ma non erano peccati cosí evidenti al cospetto del Re, né per la vita del popolo. Capitava che, durante le sedute, qualche consigliere si mettesse le dita nel naso. Si, appunto, una cosa da poco, poi lo facevano bene, senza che il Re li vedesse, e si pulivano subito per non lasciare traccia alcuna di quella debolezza.
Insomma, a parte questo il Regno del Cucu era un posto meraviglioso.

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