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Leadership

Leadership effettiva

Leadership Purtroppo ho perso i riferimenti di dove avevo letto questa informazione e a me piace condividere le fonti con i dati e le informazioni su cui baso le mie riflessioni. Però è un modo di spiegare la leadership che trovo affascinante, quindi lo propongo come leggenda. Una leggenda a cui a me piace credere. L’arcipelago Britannico ha avuto da sempre una grande tradizione navale, per i commerci e per difendersi. Nel 1660, dopo un periodo in cui aveva governato un modello repubblicano, Re Carlo II ritornò al trono dopo aver passato anni esiliato in Europa. Con la restaurazione della monarchia si cercò di cancellare anche il ricordo del periodo repubblicano, tanto che tutti i documenti ufficiali furono datati come se gli anni dal 1649 al 1660 non fossero trascorsi. La marina, che contava 40 navi e circa 3700 marinai non fu indenne da questo desiderio di restaurazione e subì una radicale trasformazione. Naque la Royal Navvy e Sir William Coventry e Samuel Pepys furono incaricati di amministrarla. Ovviamente la maggior parte dei comandanti delle navi e dei loro collaboratori furono sostituiti da nobili di fidata fede monarchica. Ma questi non avevano né la capacità né la credibilità per comandare a bordo delle navi i marinai che non potevano esere sostituiti con uguale facilità. Sebbene inabili a comandare manovre a bordo, furono capaci di individuare e promuovere tra gli equipaggi quei marinai che godevano della fiducia dei compagni e, allo stesso tempo, avevano l’esperienza necessaria per impartire loro i giusti comandi. Quindi sulle navi c’era un gruppo di ufficiali che decideva rotta e destinazione, ma erano questi uomini che, ascoltati e seguiti dai marinai, impartivano ordini e comandi. Erano coloro che avevano la direzione della nave; appunto i leader della ship. Il termine leader-ship presto è sbarcato dalle navi e tutt’oggi viene usato per indicare la capacità di condurre che si basa sulla fiducia e sulla competenza. Ecco perché a me suonano stonati quei corsi che pretendono di insegnarla o quelle organizzazioni dove la si vuole formalizzare. Si perché, racconto a parte, la leadership non si studia e non si nomina, ma può essere solo riconosciuta da chi pone fiducia in qualcuno per una determinata finalità.

Purtroppo ho perso i riferimenti di dove avevo letto questa informazione e a me piace dare le fonti di dati e informazioni su cui baso le mie riflessioni. Però è un modo di spiegare la leadership che trovo affascinante, quindi lo propongo come leggenda. Una leggenda a cui a me piace credere. l’isola britannica fino alla fine del XV secolo è stata teatro di guerre tra le varie popolazioni o dinastie nobili che la popolavano.

Oggi è cosí

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Capita all’improvviso, come al mare. Quando si nuota sopra i fondali scogliosi, nell’acqua limpida e ci si vuole fermare. Guardi attorno, scegli tra i colori scuri delle rocce, quello che sembra più vicino, più facile da arrivarci. Rallenti, allunghi le gambe, stendi i piedi per trovare il sostegno. Improvviso il dolore, no i dolori. Tre, cinque, dieci aculei di riccio penetrano nella carne con un dolore lancinante. La sosta diventa annaspare, tenti un’altro sostegno con l’altro piede. Il dolore è pungente, le spine spezzate sono nel piede, appena si appoggia aumenta, perchè entrano un più a fondo. Per avere sollievo devi tenere il piede sollevato.

Ecco, tranne l’ultima parte, quella del sollievo, per me è cosí, ma senza il mare, senza I ricci, senza aculei da togliere per star meglio. Improvviso mi arriva il dolore degli aculei. Sono spilli che pungono senza preavviso, dove decidono loro: sull’alluce, sotto la pianta del piede, sul tallone, ma anche sui polpastrelli delle mani, pollice e indice i preferiti. Spilli invisibili che ti svegliano di notte mentre dormi, o ti aggrediscono mentre cammini sui sanpietrini e non sai se stai calpestando qualcosa o se sono loro.

Se stai comodo afferri il piede, stringi la mano; massaggi, sfreghi, batti, sperando che lo stimolo alla circolazione, il movimento, facciano qualcosa ai nervi. Solleciti qualche diverso input al cervello sperando che interpreti come inesistente il dolore. Se, come oggi, sei in fila per pagare il ticket, per le analisi, cerchi di battere i piedi, di sederti, aspetti che la conosciuta compagnia sparisca. E sparisce, dopo due, cinque minuti sparisce. Ormai non resta che dirle “arrivederci, a dopo!”, come ad un compagno di strada.

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Mani tese

Un po’ di tempo fa, era Giugno del 2012, mi chiamano da FASTWEB per farmi un’offerta speciale: in occasione della fusione ( o dell’acquisto? non ricordo) con SKY mi offrivano un pacchetto televisivo con una modalità interessante. Finalmente potevo prendere il solo pacchetto Cinema senza essere obbligato a prenderne altri. Era quello che volevo di SKY e il prezzo era giusto, anzi conveniente per i primi mesi. Però, mi dissero che, per motivi aministrativi dovevano fare un nuovo contratto per tutto, anche per la telefonia e l’ADSL.

Dalla pag.6 della Fatt. FASTWEB N.8980697 del 31-Dic-2011
Dalla pag.6 della Fatt. FASTWEB N.8980697 del 31-Dic-2011

Sono stato uno dei primissimi clienti di FASTWEB dal 2004 o forse anche da prima e, a parte l’aumento unilaterale del canone con l’inserimento nel mio abbonamento per-sempre di una nuova voce “Aggiornamento corrispettivo servizi” di 5.32€ al bimestre, non avevo nulla di cui lamentarmi. In quel periodo, quando avevo telefonato per chiedere spiegazioni, mi dissero che se volevo era mia facoltà rescindere il contratto; che gentili mi lasciavano tale facoltà, non mi costringevano a pagare l’aumento con una pistola alla tempia! Pensai che in fondo dopo tanto tempo, non valeva la pena per 2.66€ al mese di cambiare operatore. Ma da quel momento chiunque dica per-sempre mi mette sul “chi va là”, fosse anche la scritta di un cioccolatino.

Nonostante tutto bei tempi quelli, dove un servizio clienti ti rispondeva sempre e potevi anche mandare una mail; ora sono cambiati. I contatti sono blindati dietro il 192193 con dei livelli di servizio differenziati per tipo di richiesta: se serve un supporto e il problema è tra quelli previsti, l’assistenza è alla velocità della luce; se volete aggiungre qualche altro servizio al vostro abbonamento, un’operatore gentile e paziente vi segue fino alla registrazione dei “SI” e dei “Confermo” da dichiarare al telefono per suggellare la modifica del contratto. Per tutto il resto, l’operatore con il codice 7xxx che vi risponde vi esorterà a scrivere, un po’ come a Babbo Natale, la descrizione del vostro probelma ed inviarla al numero di FAX 027610107 attendendo risposta. Non è più un Servizio Clienti che si prende in carico la tua richiesta, passandola di ufficio in ufficio, a seconda della competenza richiesta, per ricontattarti con una risposta.

Ma torniamo all’offerta. Io ero preocupato che, anche se dettato da superiori motivi amministrativi, il cambiamento di contratto mi togliesse delle cose che mi servivano o che andassi a pagare di più. Avevo il Fax gratis nel mio per-sempre anzichè pagarlo 1.01€/mese, il servizio Chi-chiama per vedere il numero del chiamante, quattro ore di indirizzo IP Pubblico che usavo per fare prove delle mie realizzazioni hobbistiche, un ADSL Flat e telefonate gratis. Mi dissero che non sarebbe cambiato nulla, con la stessa cifra avrei avuto gli stessi servizi.

Dalla pag.5 della Fatt. FASTWEB N.8980697 del 31-Dic-2011
Dalla pag.5 della Fatt. FASTWEB N.8980697 del 31-Dic-2011

– Anche l’IP pubblico?
– Mmmm quello no, è a pagamento, ma c’è scritto che ha gratis anche il port mapping!
“Bhè per quello che serve a me può andare bene” penso io, “ma come faccio a farlo?”
Si perchè essendo un cliente della prima ora io non ho un dispositivo che permette il port mapping, ho un HAG (bianco a fungo), che è un dispositivo che si è inventata Fastweb per collegarsi alla sua rete. Per i più tecnici, mi dà al massimo 2 indirizzi in DCHP del tipo 10.67.37.xx.
– Ma come faccio a configurare il port mapping? Io ho ancora l’HUG bianco non permette nessun tipo di configurazione
– Non si preoccupi, questo è un problema tecnico, una volta attivato il nuovo contratto, le basterò telefonare al Servizio Clienti e lo risolveranno loro, se il dispositivo non lo permette le daranno quello aggiornato.
“OK” penso io, vedremo poi come fare. Quindi passiamo alla registrazione dei “SI” e dei “Confermo”. Tempo dopo arriva il ricevitore SKY, tutto ok, collegato a internet mi godo il mySky, la possibilità di fermare i film e, inaspettatamente anche una rete ADSL che prima, tranne le misure interne alla rete Fastweb, andava a fatica a 4Mb in download ora veloce sui 6Mb.

Con la prima fattura trovo una sorpresa: Pronto sky che avevo capito, sia al telefono che dal sito di SKY alla voce Quali sono le principali tipologie d’installazione? includesse

L’installazione standard della parabola sul balcone o sul tetto del tuo palazzo, la consegna del decoder digitale Sky e l’attivazione della Smart Card.

e che fosse gratuita la trovo addebitata per 144,10€ e scontata di 135,11€ ossia la pago 8,99€. Poi, smentendo quanto riportato nel sito, mi viene addebitato a parte il prezzo ProntoSky nstallazione a tetto per 29,25€. Poi mi addebitano ilcosto dell’illuminatore che viene azzerato da un non meglio identificato Sconto Promozione Sky. Morale: tra le voci sommate in fattura e gli sconti detratti, invece che essere gratis pago 38,24€.

Pag.2 FATTURA SKY N.6536640822 del 5/07/2012
Pag.2 FATTURA SKY N.6536640822 del 5/07/2012

Ma la vera sorpresa arriva poco dopo: mi vedo recapitato uno strano Documento di Riepilogo N.901183167 che riporta la numerazione contemporanea di due fatture, una di FASTWEB ed una di SKY (ma è possibile?) dove, udite, udite mi addebitano stranamente di nuovo Pacchetto Cimena, ma la cosa lampante, ci sono 38,24€ di addebito per Attivazione, installazione, manutenzione SKY. Capito? Io si, il primo era solo un documento di riepilogo e questa è la fattura vera quindi è scritto di nuove e bene in chiaro che quando mi hanno detto, che l’installazione era GRATIS, NON E’ VERO! D’altronde quando è partita la registrazione dei “SI” e dei “CONFERMO” nessuno lo ha detto.

Documento di Riepilogo N.901183167
Documento di Riepilogo N.901183167

Proseguendo nella strana doppia fattura trovo una non meglio identificata voce Importi servizi addizionali per il valore di 7,47€. Temo che FAX, Chi chiama e tutto il resto ora lo pago!

Documento di Riepilogo N.901183167
Documento di Riepilogo N.901183167

Che fare? Telefono al 192000 ma capisco che sono nel caos della fusione tra le due aziende, mi propinano ipotesi sempre differenti e chiudono la telefonata con un “facciamo delle verifiche e la richiamerà l’ufficio commerciale” o “le potrebbe venire stornato nella fattura seguente”. Aspetto, le fatture intanto diventano regolari e io, lo confesso, mi dimentico (e non ho più voglia) di richiamare. Ma non me ne rammarico, vorrei essere un utente, vedere la televisione, andare in Internet e telefonare, non interpretare fatture, rifare i conti verificare il rispetto delle promesse fatte!

L’IP pubblico solo ora, dopo un po’ di tempo che non ne avevo avuto bisogno, mi serve. riaffronto la questione e, dopo aver letto alcune pagine trovate con la ricerca d’obbligo su Google, chiamo il Servizio Clienti di FASTWEB. Risponde la voce automatica, seleziono: Telefonia fissa (2), Assitenza(1), Assistenza Fastweb(1). “risponde l’operatore 7xxx” che cortesemente mi dice di collegarmi all’indirizzo 192.168.1.254 per configurare il Port-Mapping. A già, ora mi ricordo, ringrazio l’operatore 7xxxx e provo a fare la configurazione. Però mi imbatto subito nel problema, come ho detto prima l’HUG vecchio non ha la possibilità di collegarsi per configurare alcunché. Quindi richiamo.

Voce automatica, selezione 2, 1, 1, “risponde l’operatore 7xxx”, aspetto, si sentono rumori di voci
– Pronto? Pronto?
Non risponde nessuno, allora attacco. Riprovo a chiamare: voce automatica, selezione 2, 1, 1, “risponde l’operatore 7xxx”. L’operatore mi spiega che per fare quello che voglio io devo avere il nuovo modem che me lo può far spedire al costo di poco più di 30€ (non ricordo esattamente).
– Ma quando mi hanno fatto cambiare il contratto mi avevano detto che avrei avuto le stesse cose di prima, senza pagare nulla!
Imbarazzato, risponde – Non saprei, aspetti un attimo.
Mi mette in attesa. -Pronto? Pronto? Mi dica.
Capisco, dalla voce femminile, che non è più l’operatore 7xxx
– Cosa vuole che le dica?
– Questo è il Settore Commerciale, cosa vuole?
– Non so, stavo parlando con l’assistenza tecnica, mi hanno detto di aspettare….
– E’, ma mi dica cosa vuole!
La voce femminile ora è un po’ spazientita. Capisco che l’operatore 7xxx mi ha sbolognato al Commerciale senza dir loro nulla. In effetti il rispoetto dei livelli di servizio è una dura battaglia e se stanno troppo al telefono tutti i mezzi sono buini per evitare che il tempo scorra troppo. Quindi rispiego alla voce femminile quale è il mio problema e lei mi dice.
– Purtroppo è così se non le sta bene inoltri un reclamo.
– Un reclamo? E a chi? Lo sto dicendo a lei?
– No, io non posso farci nulla, il suo contratto non lo prevede. Se vuole può fare un reclamo per FAX al numero 027610107. Arrivederci.

Resto a vedere il mio telefono. Riascolto le frasi “è così, se non le sta bene…”, ma non era così e a me stava bene, sono i vostri motivi amministrativi che lo hanno fatto essere così! “Se vuole può fare reclamo”, ma certo che reclamo, sono stanco di essere comprensivo verso le vostre complicazioni aziendali. Mi sento preso in giro e a calci nel sedere. Certo, quando hanno registato i “SI” ed i “Confermo” non mi hanno detto loro “Certo” quando io ho chiesto se non cambiava nulla.
Più ci penso e più mi sento preso in giro, vado a cercare nelle vecchie fatture se c’è qualche traccia di quello che ho e che non ho. E scopro quello che ho scritto qui.Trovo conferma che pago il servizio FAX 1€/mese e se faccio un FAX lo pago! Ossia 12€ all’anno sono il privilegio di fare un FAX, ma se poi faccio un FAX scopro che pago a parte. Trovo la sorpresa che resta la voce “Aggiornamento corrispettivo servizi“, che a Marzo del 2012 era di 3.22€ al mese, e che, gratta gratta a Novembre del 2013 è diventata di 3,25€ al mese; un due centesimi innocui che “se non vi stanno bene avete la facoltà di rescindere ilcontratto”. Insomma, oltre ad avervi dato un po’ più di 1225,53€ nel 2013, ora per avere quanto avevo gratis prima che voi mi camiaste il contratto, ora vi devo dare un’altra trentina di euro.

Ma certo che scrivo la mia lettera di reclamo! Mando il FAX al numero che mi è stato indicato, questa è la goccia che fa traboccare il vaso. Non ho più voglia di essere comprensivo, non voglio essere preso sempre in giro! Possibile che sia solo colpa mia di non aver capito nulla? Possibile che dopo aver accettato un contratto per il telefono,Internet e SKY, ora devo fare il legale-commercialista per capire per cosa e quanto pago? Posibile che mi mandate TRE dico 3 fatture/documenti: uno di Fastweb, uno di SKY (copia non conforme) e uno di tutti e due? Posibile che in questi 3 documenti solo i totali tornano, ma le voci si spostano, variano e non sicapisce cosa si paga?

Oggi non si sono ancora fatti sentire, se mi fanno sapere qualcosa vi terrò aggiornati. (Certo che se è vero che Google diventerà anche IPS….)Sorry, I do not want translate this history. I am unhappy and bored to speach about SKY and FASTWEB Customer Service.

It speak about how much these kind of companies take advantage of their position and how we are being teased by them.

If you are so curious you can try with the Google translator….

Diana

Sig. Diana, Lei deve conoscere la verità

Ho ricevuto nella mia posta questa mail a cui vorrei rispondere pubblicamente:


Ho una buona, anzi un’ottima notizia da darle!

Si tratta di una novità che può farle compiere il salto definitivo verso la Felicità, ma è accompagnata da un velo di incertezza che non riesco ancora a decifrare…Non voglio assolutamente allarmarla, ma la prego di leggere la mia lettera senza aspettare un attimo in più.

La ringrazio,

Chiaroveggente, Medium
PS: Degli avvenimenti la stanno per travolgere, deve conoscere tutta la verità!


Sig.ra Diana,
sono profendamente convinto che una dimensione spirituale esista e con questa dimensione nessuno può evitare di confrontarsi. Al limite anche negandola. Penso che tale dimensione sia un luogo dove ciascuno di noi abbia profonde radici, più o meno riconosciute e più o meno accettate. In questo luogo, non so e non mi importa come, in qualche modo oltre alla nostra presenza ci sono anche le presenze delle varie forme di vita che sono esistite e forse esisteranno di nuovo in modo percepibile a sensi di cui ora noi disponiamo.

Ora non so quale di queste presenze le abbia fornito la mia mail e, con tanto tatto, la notizia che lei mi vuole dare. Però la voglio rassicurare: io sono sereno e certo che, se tale presenza l’ha informata di questi avvertimenti che stanno per travolgermi, non possiamo fare nulla, né lei né io. E già, perchè se la sua fonte ha detto la verità, tale dovrà compiersi, ed è inutile che lei si sforzi ancora a consultare la sua fonte; se invece, possiamo fare qualcosa per evitare di essere travolti da questi avvenimenti, allora la sua fonte è inattendibile, non la ascolti più. Comunque la ringrazi per la premura e la saluti da parte mia.

PS E’ singolare che lei si preoccupi così tanto da evidenziare la gratuità del recapito di un messaggio così importante!

Caserta e Londra: facciamoci del male!

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A Trafalgar Square, il 26 Luglio di quest’anno, ci sono state molte polemiche quando è stata installata l’opera opera dell’artista tedesca Katharina Fritsch: un gallo blu alto cinque metri. Polemiche perché un’opera moderna, così dirompente e dissonante con l’architettura della piazza, era un’affronto alla bellezza? No, non erano polemiche come quelle sgarbiane alla ristrutturazione dell’ara pacis. Non erano polemiche che impedivano accostamenti di moderno (moderno? attuale) a quanto abbiamo ereditato. Sono state polemiche da parte di associazioni tradizionaliste che non hanno trovato opportuno l’accostamento del gallo, simbolo della Francia, con la vicina statua dell’Ammiraglio Nelson.

images A Caserta il Sindaco Pio Del Gaudio ha fatto  installare, all’ingresso della Reggia di Caserta, un corno rosso di tredici metri, dell’artista Lello Esposito. Mi sembra di aver capito che l’installazione è avvenuta questa settimana. Non sono capace di dire precisamente la data dell’installazione, perché da qualche parte se ne da notizia il 12 Dicembre come avvenuta, in altre il 13 Dicembre si riporta la notizia della futura rimozione ma null’altro, la maggior parte dei siti ne riporta la notizia in articoli non datati; insomma anche i siti dei nostri giornali rispecchiano un’approssimazione tutta Italica.

Ed anche qui ci sono state subito polemiche. Però le nostre polemiche sono state come al solito più di bottega e di parte che di sostanza, dando il via ad una rissa di esternazioni caotiche. Sovrintendenza, Italia Nostra, perfino l’UNESCO si sono espresse contrariamente sull’iniziativa. Per motivi di opportunità artistica, di permessi non dati, insomma rasentiamo le ripicche da riunione condominiale, dove ci si indigna e chi si azuffa senza mai fare nulla per l’intero condominio.

Ora io on so nulla d’arte, me entrambe sono, dichiaratamente, delle provocazioni. Il gallo di Katharina si chiama Cock, ossia un doppio senso dichiarato dall’autrice per rappresentare la vanesia mascolinità, che significa “maschio”, ma anche “cazzo”. E’ un’opera che indubbiamente rappresenta un “uccello” e che ha suscitato molta ilarità, grazie a questi doppi sensi, durante il discorso del sindaco nell’inaugurazione. Il corno è un richiamo alla tipica scaramanzia partenopea e s’intitola “Good Luck Caserta”, ma non sono nemmeno riuscito a trovare sul web se il sindaco abbia fatto un discorso o almeno presenziato alla sua inaugurazione. Come semplice spettatore, senza sapere i significati attribuiti dagli autori, posso dire che il gallo è bello, mentre il corno si capisce che è un corno perché sta in Campania; se fosse stato installato a Cosenza sembrava un peperoncino, o se lo si dipinge di arancio sembra una carota. Non lo nego come opera non mi piace. Ma non è un motivo per non doverla mettere lì, è un motivo di gusto personale.

Invece motivo per non metterla lì sono altri. Non sono riuscito a capire quanto è costato a Londra l’uccello blu, ma il corno è costato 70mila euro, di cui solo 10mila sono andati all’autore. Ora a Londra non ci sono strade con le buche, i trasporti funzionano, anzi a breve avranno al metropolitana aperta 24 ore: sindaco Pio i 60mila euro spesi oltre alla cifra dell’autore come sono stati spesi? Possibile per il trasporto dell’opera? Nemmeno i più delicati supercomputer richiedono tanto. E poi pensa che per Caserta era la spesa più utile? Non mi venga a cantare la vecchia canzone del “abbiamo fatto mettere i riflettori su Caserta“, ci credono solo gli ingenui a risposte così vaghe e non verificabili. Se fossero ritornelli veri almeno i commercianti Casertani dovrebbero essere entusiasti all’unisono; invece Mario D’Anna, presidente Ascom Confcommercio dice al Mattino di Napoli: «Il valore dell’arte non si commenta, quella del corno come quella che due anni fa accese le luci d’autore sulla facciata della Reggia. In entrambi i casi, però, ho reputato controproducente accendere i riflettori su una piazza degradata, dove il richiamo dell’arte viene inficiato dallo squallore del contesto». Capito? Controproducente è il risultato dei suoi 60+10mila euro spesi. D’accordo sono fondi POR (Programmi Operativi Regionali) dati dalla Regione Campania, non si potevano utilizzare per attività di tipo ordinario, ma un’idea migliore, o perlomeno concordata con rappresentanze del territorio, no?

Che buffo, noto ora che il nome del sindaco italiano è il verso che fa il pulcino. Che abbia voluto, in piccolo ed in modo infantile, rifare il verso al sindaco di Londra con il suo gallo?

PS sono stanco, non mi va di proseguire nelle ricerche ma sarebbe simpatico confrontare come i 340 dipendenti di cui 180 (53%) amministrativi e 160 custodi non riescono ad evitare che all’interno ci scorrazzino i motorini, rispetto al numero di dipendenti della National Gallery Ma questo è un tema più generale, non solo di Caserta. E’ la domanda a cui nessuno risponde: Cosa è il lavoro?

Giugno, una domenica rilassanteJune, sunday relax

Ieri, finalmente dopo tanto tempo, è stata una domenica rilassante. Senza impegni, spostamenti, preparativi, abbiamo fatto la spesa. «Bhè che c’è di tanto rilassante? In tanti, approfittando delle aperture domenicali, passano la mattinata nei centri commerciali a far la spesa.» Direte voi.

Si, ma noi abbiamo preso la metropolitana e siamo scesi al Circo Massimo, saliti a piedi fino al roseto e girato a destra lungo l’edificio dell’anagrafe, siamo arrivati al mercato di Campagna Amica. Lì in cambio di meno di 25 euro, siamo usciti con il carrello della spesa pieno di frutta e verdura per tutta la settimana, di quella buona e che non si smoscia dopo tre giorni in frigo. Poi, con l’aspetto da turista, abbiamo fatto ritorno all’ombra, per l’altro lato del Circo Massimo.

Li abiamo cercato un posto che ci avevano indicato degli amici. Non siamo grandi frequentatori di locai, ma quando “pratichiamo” ci piace stare veramente bene. Le indicazioni erano chiare: “Un posto che non si vede molto, sembra un pub, ma fanno dei cocktail buonissimi”. Aguzzando, non troppo, la vista lo abbiamo trovato è lo 075. Il personale è molto simpatico ed accogliente, il posto grande, rispetto all’ingresso, ma non caotico. Ovvio noi siamo passati alle 11:30 di domenica mattina, quindi immagino che in orario di aperitivo serale sia molto frequentato, ma non penso che la  folla renda meno piacevole il frequentarlo, anzi. Abbiamo preso i nostri aperitivi, ottimi e ad un prezzo ragionevole, rubate con il loro permesso alcune foto e via, di nuovo verso la metropolitana.

Yesterday, finally after so long time, it was a relaxing Sunday. Without commitments, movements, preparations, we made food shopping. ‘Well that’s so relaxing? Many people, taking advantage of Sunday openings, spend the morning in shopping malls to shop.» You will say.

Yes, but we have taken the subway and we went down to the Circo Massimo, came walking up to the rose garden and turn right down the building of the registry, we arrived at the Campagna Amica market. There we exchanged less than 25 euros with a cart full of fruits and vegetables enough for the week. The good one and that do not flabby after three days in the fridge. Then, with the appearance as a tourist, we did back in the shade, to the other side of the Circo Massimo.

On the street we were looking for a place that we had notified by friends of us. We’re not big local goers, but when we go, we like to feel really good. The instructions were clear: “a place that you don’t see much, looks like a pub, but they have delicious cocktails”. Looking deep, we found: it is the075. The staff is very friendly and welcoming, larger place, than the entrance shows, but not chaotic. Obvious we were there at 11:30 on Sunday morning, so I assume that in time of Sundowner is popular, but I don’t think the crowd will make the visit less pleasant, indeed. We took our aperitifs, delicious and reasonably priced, with their permission stolen some photos and away, back towards the subway.

Josefa Idem si scusa, ma è uno spettacolo già vistoJosefa Idem apologizes, but this is an already seen show


A seguito delle accuse mosse al Ministro Josefa Idem, la stessa ha fatto una conferenza stampa dove fornisce la sua versione, si scusa, dice che riparerà e non parla di dimettersi. Sinceramente, è un copione già percorso da altri negli ultimi anni. Vediamo bene come sono i fatti. Da quello che ho capito, il risultato di alcuni accrtamenti è stato che il Ministro Josefa Idem non abbia pagato l’ICI dal 2008 al 2011 ed abbia costruito iuna palestra con delle irregolarità edilizie.
Questo a suscitato un ondata di sdegnate polemiche con toni accesi, forti e spesso volgari, fino a chiederne le dimissioni. quindi il ministro a ritenuto opportuno spiegare pubblicamente cosa è avvenuto, perché e scusarsi.
Ora elucubrare sul cosa è avvenuto mi interessa poco, ma francamente il suo è stato un messaggio simile agli altri sentiti in precedenza ed un’occasione persa per mostrare delle caratteristiche differenti di una nuova classe politica. Le spiego perché questa mia opinione.

Nei circa 4 minuti di messaggio il primo minuto lo ha impiegato a ricordarci che “le parole vanno usate con cognizione di causa e responsabilità, si dice che le parole sono come pietre e questa volta sono state pietre scagliate contro di me con una brutalità ed inaudita violenza” e che Sefi è il diminutivo che le ha dato sua sorella quando da piccola non sapeva pronunciare il suo nome.
Ha ragione le parole usate contro di lei, ripeto, sono state volgari, sproporzionate e mostrano solo la pochezza di chi le ha pronunciate. Ma comunque, Ministro, io vorrei una classe politica in grado di districarsi tra i macigni delle crisi internazionali e le mostruosità prodotte dalla crisi economica. Non che vacilli per due pietre-parole tirate dalla parte avversa: mi ricorda un certo D’Alema che querelava Forattini per una vignetta chiedendo risarcimenti favolosi.

Successivamente, per 1 minuto e 40 secondi, ci ricorda i suoi successi d’atleta, le sue vittorie, i suoi sacrifici, le sue medaglie. Ma perché? Pensa che un passato simile sia sufficente per far parte con autorevolezza della classe politica? Allora mi devo aspettare Totti Vicepresidente del Senato? Io avevo capito che lei lo stessometodo per costruire un risultato d’eccellenza e l’aver imparato a lavorara in squadra” lo voleva usare per una differente attività: quella politica. Conclude questa parte dicendo che non ha “imparato a fare la commercialista, la geometra o l’ingeniera“. Su questo la tranquillizzo io, nemmemo la maggior parte degli Italiani che hanno pagato le tasse o fatto ristrutturazioni a casa lo ha imparato, ma si destregga tra leggi, norme e regolamenti fatti dalla classe politica a cui Lei ha deciso di contribuire dopo il suo prestigioso passato atletico.

Arrivati a 3 minuti ci spiega che, visti i suoi impegni da sportiva, ha “delegato tutte le sue questioni amministrative, quelle fiscali e quelle edili a persone a me vicine ed ai professionisti del caso […] con l’indicazione che tutto sia fatto a regola d’arte e nel rispetto della legge“. E’ ineccepibile e comprensibile, per un atleta serio, questo genere di delega. Ed ineccepibile e corretta è la sua affermazione che conferma che “ci sono state delle irregolarità e ritardi“. Poi prosegue dicendo “Me ne assumo tutte le responsabilità come qualunque cittadino e sanerò ciò che sarà da sanare. Non sono una cittadina infallibile, ma sono una persona onesta e non permetterò a nessuno di dubitarne” e conclude dicendo che vuole continuare ad impegnarsi per il bene del nostro Paese.

Qui non và proprio! Come dice lei le parole vanno usate con cognizione di causa. Non volgio dubitare della sua onestà, ma lei non è un qualunque cittadino. Valentino Rossi è un campione mal amministrato, che come qualunque cittadino che non ha pagato le tasse  ha pagato delle ammende o sanzioni. Ma proprio come un qualunque cittadino nessuno gli ha chiesto di dimettersi dalle corse!

Lei è un Ministro, mi rappresenta e mi governa, vorrei che, non per una legge nè per una norma, ma per etica lei si dimettesse. Perché se lei ammette che ha fatto delle irregolarità, sul’ICI o cose simili, affidandosi a persone che hanno dimostrato di non comportarsi “a regola d’arte”, come ministro cosa potrebbe provocare il suo comportamento se continuasse a scegliere le persone con lo stesso criterio? Il suo gesto di dimissioni poi influenzerà quelli che vengono dopo di lei. Che forse si preoccuperanno un po’ di più di avere un passato “modello”.

Ministro parlo di etica, di comportamento, di buon senso non di leggi, quindi è sua la decisione, ma è di altri il giudizio.

Poi c’è una cosa che non mi và giù. Quando ci si sposa in chiesa ti fanno fare un corso prematrimoniale. Prima di fare la comunione devi avere l’anima senza peccato come dopo una confessione. Gli atleti prima di una prova fanno una preparazione specifica per verificare le proprie condizioni. Ma a lei che aveva deciso di fare politica (e penso una politica nuova e differente) perché non ha chiamato un secondo commercialista per verificare i suoi ultimi 5 anni e sanare PRIMA queste cose? Forse avrebbe speso degli altri soldi, ma la sua immagine da politico sarebbe stata più vicina a quella in cui esulta su una canoa per una vittoria e non quella, già vista e rivist, di un politico in conferenza stampa che si scusa per l’ennesima marachella scoperta.

Peccato, un’occasione persa.

Riprese si, riprese no

Oggi un parlamentare ha ripreso alla camera dei parlamentari che votavano al posto di loro colleghi assenti. Premetto che io sono dell’idea che, in qualsiasi seduta pubblica delle Camere, debba essere permesso fare ripreese video; il regolamento che vieta riprese è di decine di anni fa dove per riprendere servivano strumenti e strutture ingombranti che avrebbero distratto i Parlamentari dalle loro attività ed avrebbero trasformato le Camere in un palcoscenico. Oggi vietare le riprese delle sedute publiche è solo un’ipocrisia di chi di Pubblico non ne vuole sapere se non parlando di compensi.

Ma la cosa interessante è la giustificazione data dal Senatore assente, che potete sentire nel video seguente (entrambi i video sono stati inseriti con il meccanismo offerto da Repubblica.it). Il Senatore afferma che (trascrivo integralmente per evitare interpretazioni errate): “non siamo in un asilo infantile, e noi siamo Senatori impegnati in aula a seguire un provvedimento. Ma in ore di votazione può anche capitare, in decine di votazioni, che come nel mio caso sono a due metri di distanza che sto parlando con un collega e chiedo al collega cortesemente, in mia presenza, come se alzassi la mano di votare, che non posso fisicamente fare la corsa avanti e indietro. Quindi chi solleva questo problema lo fa in maniera strumentale e lo fa in maniera tale da danneggiare i lavori del Senato. Perché è impossibile che una persona possa stare tre ore seduta al suo posto sempre senza allontanarsi di un metro“.

Io al Senatore coinvolto avrei delle domande da fare.
– Se siete senatori IMPEGNATI IN AULA a seguire un provvedimento, come potete seguirlo se vi allontanate dal vostro posto? Se mi allontanavo dal mio posto nelle aule che ho frquentato io mi arrivava una nota.
– Dice che “… è impossibile che una persona possa stare tre ore seduta al suo posto sempre senza allontanarsi di un metro…“? Allora sia coerente: proponga una legge in modo che, oltre a lei, anche i casellanti delle autostrade, chi è alle casse dei supermercati, chi è nei call center non debba chiedere il permesso per “allontanarsi di un metro” dal suo posto durante turni che spesso vanno ben oltre le tre ore.

In tutta onestà, non ha fatto una bella figura e, il fatto di vietare le riprese per nascondere questi comportamenti non vi fa onore. Signor Senatore si faccia lei promotore di un gesto ammirevole per farci dimenticare questa figura: proponga la possibilità per Parlamentari e pubblico di fare qualsiasi tipo di ripresa nele sedute pubbliche.

A Roma piove di più che a Londra

2013-05-30 10.39.03Londra ha poco più di sette milioni e mezzo di abitanti, Roma ne ha poco più di due e mezzo.A Londra passano a ritirare i rifiuti una volta a settimana e, in alcuni quartiere ogni due settimane; a Roma tutti i giorni. Perché Londra è più pulita che Roma?

A Londra di notte si vedono i lavori per il rifacimento delle strade; perché a Roma si blocca il traffico durante il giorno?

A Londra i marciapiedi sono fatti con lastroni di cemento o di pietra; perchè a Roma dove d’estate i marciapiedi arrivano a 45 gradi, sono di asfalto che si scioglie e si bucano?

A Londra, oltre che all’entrata, ci sono i tornelli all’uscita della Metro per controllare che tutti pagano il biglietto; Perchè a Roma no?

A Londra sui tornelli in uscita c’è un inseriviente che fa pagare il biglietto a chi, non riuscendo ad uscire, mostra un biglietto sbagliato; Perché a Roma, in alcune stazioni, si vedono due o tre inservienti all’ingresso che parlano tra loro o stanno al telefono e si disinteressano di chi si infila dietro ad un’altro nei tornelli?

Non penso che a Roma sia più difficile che a Londra organizzare bene queste cose. Forse è proprio vero che a Roma piove di più?

Femminicidio, elezioni, c’é tanta differenza?Femicide, elections, is there much difference?

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Questi giorni le televisioni ed i giornali sono pieni di commenti sull’ultima tornata elettorale. Assenteismo, ballottaggi, il risultato del Movimento Cinque Stelle e conseguenti equilibri di governo, sono i temi che riempiono i dibattiti.
Penso che la scarsa partecipazione al voto, riconosciuta da tutti, è l’elemento attorno a cui si sviluppano le opinioni e le tesi più disparate. “Le amministrative coinvolgono meno le persone”, “Domenica c’era la partita”, “Gli italiani sono stufi anche dell’anti-politica”, “Le proposte del partito XX non hanno interessato più di tanto”.
Il giorno 28 Maggio si è discussa, in Parlamento, la legge sul femminicidio. È une reato odioso perché è un omicidio e nessuna società che si vuole chiamare civile può ammettere o permettere l’uccisione di una persona. Ma è particolarmente odioso perché colpisce persone in quanto donne (mogli, figlie, fidanzate, amanti, etc.). Se consideriamo la sua entità, rispetto al reato corrispondente dove le vittime sono persone in quanto uomini (mariti, figli, fidanzati, amanti, etc.) è evidente la disparità di numero e di frequenza. Questa disparità non è altro che l’espressione di una mentalità non adeguata ad una società civile, di un etica diffusa che evidenzia tutte le sue carenze ed inadeguatezze.
aulacamera 29 MaggioHo trovato solo sul Corriere della Sera una foto che mostrava l’aula del Parlamento durante la discussione: vuota. Ho cercato la foto su internet, ma ho trovato solo questa, evidentemente scattata da un Parlamentare. È una singolarità dei nostri politici: sebbene le sedute siano pubbliche, non si possono fare delle foto; come nei musei.
Si, perché nei musei si paga il biglietto per vedere le opere esposte, ma il museo si conserva il diritto di riproduzione per fare un po’ di soldi con manifesti e merchandising. Ora, detto che non mi sembra ci sia un gran mercato per i poster dei nostri politici e che non vedo molti indossare magliette con le loro foto, non riesco a capire cosa hanno da nascondere dei loro comportamenti o atteggiamenti durante delle sedute pubbliche.
Ma forse si, perché non sentirsi coinvolti in una discussione sul femminicidio è anche questo un comportamento che contribuisce alla povertà d’etica e, in fondo in fondo, se ne vergognano.
Forse è lo stesso motivo per cui gli italiani si rifiutano di votare dei rappresentanti che, a prescindere da vicende giudiziare vere o presunte, dimostrano ininterrottamente mancanza di etica e tradiscono puntualmente anche le minime aspettative.
Suggerirei a tutti i politici ed aspiranti tali, di fare un esame personale sulla propria etica, prima di cercare altrove motivazioni di un assenteismo che, nessuno vuole ammettere, nasce dal disgusto.20130529-145941.jpg
These days, television and newspapers are filled with comments on the last election. Absenteeism, ballots, the outcome of the “Movimento 5 Stelle” and consequent Government balances, are the main topics of the debates.
I think that the lack of participation in the voting, recognized by all, is the element around which opinions and more disparate views are developed . ‘The administrative involve fewer people than national’, ‘On Sunday there was the Roma-Lazio soccer game’, ‘The italians are also tired of the anti-politics’, ‘The proposals of the party XX have not interested too much’.
On May 29 we discussed in the House of Parliament, the law on femminicidio on the ratification of the Convention of Istanbul . The “femminicidio” is an odious offens because it is a murder and none of the nations you want to call civil, may allow or permit the killing of a person. But it is particularly odious because it hits people in so far as women (wives, daughters, girlfriends, lovers, etc. ).
If we consider its entity, in relation to the opposite offense, where victims are persons as men (husbands, sons, boyfriends, lovers, etc. ) it is evident the disparity in number and frequency. This disparity is only the expression of a mentality not adequate for a civil society, an ethical widespread that highlights all the weaknesses and inadequacies.
aulacamera 29 MaggioI found only on the Corriere della Sera a photo showing the house of the Parliament during the debate: empty. In internet I found only this photo taken by a member of the Parliament. Because it is a singularity of our politicians: although the meetings are public, you may not make pictures; such as in museums.
Yes, because in the museums, you pay for the ticket to see the exhibited works, but the museum will keep the right to copy and make money with posters and merchandising. Now, said that I do not think that there is a large market for the poster of our politicians and that i don’t see many wear shirts with their pictures, i can’t understand what they have to hide their behavior or attitudes during the public meetings.
But maybe you are, because it does not feel personally involved in a discussion on femminicidio and also this is a behavior that contributes to poverty of ethics and, in the bottom, they are ashamed.
Maybe it’s the same reason why the Italians refuse to vote for representatives who, regardless of real or alleged judicial affairs, continuously demonstrate lack of ethics punctually and betray even the minimal expectations. I would recommend to all politicians and would-be, to make a personal examination on ethics before they look elsewhere for reasons of absenteeism that, nobody wants to admit, comes from disgust.