Piloti di meteor – Prospettive diverse


Sulla superficie del pianeta ogni tanto c’erano dei buchi di grandezze differenti. Larghi quanto basta per far passare a volte due, a volte quattro animali. Erano stati scavati tempo prima, sempre vicino a formazioni rocciose più o meno addensate. Per lo più nelle zone dove le formazioni erano più fitte, anche perchè era più facile per gli animali trovarvi riparo e cibo. Attraverso questi buchi si entrava in una piccola rete di gallerie che finivano sempre in un unico spazio grande, scavato nelle profondità in modo abbastanza regolare. In giro per il pianeta ve n’erano molti di questi spazi sempre collegati da un gruppo di gallerie alla superficie.

Con il meteor gravitazionale si era già scesi altre volte in queste spazi sotterranei. Ma, tranne questi animali, non avevamo trovato nulla di particolarmente interessante. Poi dopo le prime ricerche nessuno voleva scendere per esplorare perché era pericoloso. E’ vero che dopo aver setacciato più volte queste gallerie ci ritrovavamo sempre ad esplorare gli stessi spazi, quindi era difficile perdersi. Ma non era banale uscirne fuori. L’intrigo delle gallerie aveva fatto disorientare molti piloti che, ripercorrendo più volte le stesse gallerie, erano precipitati per mancanza di energia. Poi c’era sempre il pericolo degli animali. Giganteschi e lenti, non andavano sottovalutati. In superficie era un gioco fatto persino dai ragazzi; con i loro meteor baby si avvicinavano fino a far adagiare il mezzo sull’enormi superfici della bestia. Attivato l’aspiratore anteriore in dotazione al veicolo, raschiavano un po’ della sostanza prodotta dalla superficie dell’animale e scappavano via, evitando le lunghe appendici agitate a caso e lentamente dalla bestia. Sopra, per la loro lentezza e prevedibilità dei movimenti, era un gioco. Sotto era diverso, per la luce. Non che si capiva da dove venisse, sembrava portata lì da altre gallerie naturali e molto piccole, ma rendeva tutto piatto, senza prospettiva, e molto difficile valutare le distanze. Poi sottoterra gli enormi animali stavano più fermi, grossomodo allineati dallo stesso lato; quindi i movimenti delle loro sporgenze erano meno prevedibili e difficili da evitare. Queste difficoltà e la scarsa disponibilità di cibo ed energia avevano di fatto annullato le escursioni sotterranee pianificate. Il pianeta forniva molte risorse in superficie con pochi rischi seguendo gli animali grandi, quindi le imprese nel sottosuolo venivano avviate solo da funzionari in cerca di gloria con eventuali successi da missioni azzardate. Per limitare i costi ed il dissenso dai probabili fallimenti, le missioni venivano affidate a giovani militari in cerca di medaglie con cui riempirsi il petto o da criminali senza nulla da perdere, in cerca di svago dalle carceri o di riduzioni di pena.
Phiji era appunto destinato a fare il riproduttore in carcere per 35 esfi. Considernado che lui ne dimostrava 25 e che la vita media nelle carceri era di 40 esfi, passarne mezzo a correre rischi sotterranei era una prospettiva migiore.
Per me era differente, lavoravo come funzionario nel dipartimento militare, quando il superiore del mio capo mi chiamò. Mi disse che era stata portata all’evidenza del Consiglio di Dipartimento, una vecchia storia di mio padre che, a detta del Consigliere proponente, mi rendeva non idoneo alla mia posizione. Il superiore era Kefah-ki, chiamato da tutti, a sua insaputa Keki.
- So che te pensi sia una storia di poco conto e oltretutto già chiarita. Ma il Consigliere proponente Weidi é abile e sa benissimo che portare in consiglio un fatto chiarito, ma non cancellato ne ripropone tutte le sue ombre. Se ne discute nuovamente e resta nelle menti dei consiglieri. Ogni volta che ci sará da prendere una decisione sulla nostra sezione e sul nostro Dipartimento quest’ombra peserà sulla decisione. Mette in dubbio te per colpire il Dipartimento.
- Cosa significa in concreto? Non posso fare nessuna richiesta perché non é un fatto in cui sono coinvolto, non posso chiedere in nessuna sede di affrontarlo perché è stata emesso un parere chiarificatore. E allora? Comunque non c’entra con il mio lavoro.
Il fatto risaliva nel passato, 50 esfi prima. Mio padre era un ufficiale del Dipartimento Militare, erano tempi che gli animali più pericolosi del pianeta, gli sveep, attaccavano i nostri accampamenti tutte le notti. Uno sveep è poco più grande di un meteor, si muove con la stessa agilità ed ha una protuberanza posteriore letale. Dura come pietra poteva rompere il guscio del meteor e lanciare un liquido letale in grado di paralizzare gli occupanti, ma anche di bloccarne i propulsori se lanciato contro. Il risultato finale era che lo sveep si nutriva dei malcapitati. In quei tempi gli sveep venivano di notte negli accampamenti di riproduzione e facevano banchetti con le nuove generazioni. Fu incaricato il Dipartimento Militare per porre fine a questa situazione e per difendere gli spazi riproduttivi.

28 Febbraio – Termine del pontificato di Papa Benedetto XVI

Fedeli o meno, gli accadimenti all’interno della chiesa cattolica sono comunque di interesse per chi vive in Italia. E’ impossibile pensare un’assoluta estraneità in una situazione di coesistenza come quella esistente tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica. La notizia su cui riflettere è l’annuncio del termine del pontificato di Papa Benedetto XVI dato dallo stesso oggi verso le 11:30.

Per spiegare la possibilità dell’vvenimento, riprendo da WikiPedia: “Come stabilito dal Codice di Diritto Canonico, Libro II “Il popolo di Dio“, parte seconda “La suprema autorità della Chiesa”, capitolo I “Il Romano Pontefice e il Collegio dei Vescovi” è contemplata la rinuncia all’ufficio di Romano Pontefice, fatto che potrebbe dare vita al titolo di Pontefice “emerito” come accaduto a Gregorio XII:

« Can. 332 – §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti. »

I casi storici di rinuncia non mancano, soprattutto nei tempi più remoti del Papato: San Clemente, arrestato ed esiliato per ordine di Nerva nel lontano Chersoneso, abdicò dal Sommo Pontificato indicando come suo successore Evaristo, affinché i fedeli non restassero senza pastore. Verso la prima metà del III secolo, Ponziano lo imitò poco prima di essere spedito in esilio in Sardegna; al suo posto venne eletto Antero. Silverio, deposto da Belisario, in punto di morte rinunciò in favore di Vigilio, fino ad allora considerato un usurpatore. Vi sono poi molti altri casi, più problematici, in cui si discute se vi sia stata rinuncia o addirittura rinuncia tacita, come nel caso di Martino. Altro caso più difficilmente inquadrabile è quello di Benedetto IX, che prima venne deposto in favore di Silvestro III, salvo poi riassumere la carica per poi rivenderla a Gregorio VI, il quale, accusato di simonia, fece atto di rinuncia dopo aver ammesso le sue colpe.

Il più celebre caso di rinuncia all’ufficio di Romano Pontefice fu quello di Celestino V, detto anche “il Papa del gran rifiuto”, che portò all’elezione di Bonifacio VIII; poiché quest’ultimo fu un pontefice non affine a Dante Alighieri, egli nella sua Divina Commedia pone, probabilmente, Celestino V nell’Antinferno tra gli ignavi: non è però certo chi il Sommo Poeta volesse indicare nel seguente passo, potrebbe trattarsi infatti, secondo alcuni critici di Ponzio Pilato, Esaù o Giano della Bella:

« Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto. »
(Dante Alighieri, Inferno III, 58-60)

Celestino, prima di abdicare, si consultò con il cardinale Benedetto Caetani, e si fece confermare dal concistoro dei cardinali che un’abdicazione dal soglio pontificio era possibile, quindi, in data 10 dicembre 1294, emanò una costituzione sull’abdicazione del papa, confermò la validità delle disposizioni in materia di Conclave anche in caso di rinuncia, ed appena tre giorni dopo rese note le sue intenzioni ed abdicò.

Nel 1415 un altro Papa, Gregorio XII, eletto all’epoca dello Scisma d’Occidente a Roma, dopo molti anni di lotte e di contese giuridiche, belliche e diplomatiche, fece atto di sottomissione ai decreti emessi dai padri conciliari, durante il Concilio di Costanza, che era stato convocato dall’antipapa Giovanni XXIII (XXII) e presieduto dall’Imperatore Sigismondo per dirimere ogni questione. Uno di questi decreti intimava a tutti i contendenti di abdicare, nel caso che non si trovasse una soluzione e non si raggiungesse l’accordo fra i tre pretendenti al Soglio. Davanti al rifiuto di Benedetto XIII (rappresentante dell’obbedienza avignonese) e alla fuga di Giovanni XXIII (poi ricondotto in Concilio e deposto), alla fine Gregorio XII acconsentì ad abdicare, dopo aver riconvocato con una sua bolla il medesimo Concilio. All’abdicazione però non seguì l’elezione di un nuovo Papa, che si verificò passati due anni e solo successivamente alla scomparsa di Gregorio, dopo la quale venne convocata un’assemblea mista di cardinali e di padri conciliari, che elesse Martino V.

La rinuncia all’ufficio di Romano Pontefice spesso viene considerata un caso di dimissioni, ma, più correttamente, si dovrebbe parlare di abdicazione, così come è riportato nelle fonti storiche e storiografiche. In senso stretto, l’abdicazione è l’abbandono con l’indicazione di un successore; le dimissioni sono la semplice rinuncia.

Pompei crolla, ma lo spettacolo continua

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La racconto come una favola, quindi devo far tornare qualcosa. I fatti sono romanzati, ma i link sono terribilmente veri…….. Se avete tempo è un percorso informativo singolare. Mi raccomando se non volete leggere tutto il post guardatevi il filmato di 3 minuti, non c’entra nulla con la favola, ma fa riflettere!
Pompei era il posto dove si trovavano tante antichità, testimoni della vita di circa 2000 anni prima. Più del tempo, l’indifferenza e la noncuranza della Nazione in cui si trovavano, le stavano mandando in rovina. Testimoni di culture passate e radici della cultura presente, il destino le aveva affidate a dei Nobili governatori che andavano in giro a dire “con la cultura non si mangia”. Alcuni cittadini si scandalizzavano. Altri, che non vivevano li vicino, dicevano che era colpa di chi ci abitava intorno, si faceva mantenere con i soldi che il governo gli mandava e non concludeva nulla quindi dovevano mandar loro meno soldi. Ma tutti, dopo le loro considerazioni, tornavamo a fare quello che facevano di solito: badavano ai fatti loro. Intanto crollavano dei pezzi di queste antichità ogni volta che veniva giù qualche goccia di pioggia più del normale. D’altronde erano tempi in cui un po’ d’acqua in più, o qualche fiocco di neve caduto dove di solito non cadeva, facevano paralizzare masse di persone per giorni. Intanto i governanti si chiedevano perplessi cosa fare e, cosa ritenuta più importante, a chi si poteva attribuire la colpa. Serviva per dimostrare che la loro inattività era, comunque, incolpevole.

Ma questa situazione non poteva continuare così a lungo. I popoli degli altri paesi, che invidiavano questa nazione per i suoi tesori antichi, iniziavano a scuotere il capo. I Nobili governanti si dissero allora che dovevano mostrar loro di far qualcosa. Per risolvere la situazione fecero una cosa molto in uso allora: nominarono apposta un Nobile Conte Archeologo e loro chiamarono “Commissario Straordinario del Sito Archeologico”. Nessuno lo disse, ma in cuor loro i Nobili governanti furono molto contenti. Infatti la particolarità del Nobile Conte gli permetteva di spendere i soldi per questi motivi straordinari senza troppe spiegazioni, e poi se qualcosa andava storto potevano sempre far ricadere su di lui la colpa. Il Nobile Commissario iniziò subito il suo lavoro, armato dello stesso entusiasmo con cui si era impegnato in altre attività simili.

In quei tempi un’altro Nobile Conte dello Spettacolo era stato nominato anche lui “Commissario”. Era il Nobile Conte di un’altro posto un po’ meno antico, ma non per questo meno invidiato dai popolo vicini, con il nome di un cibo che piaceva molto ai bambini: le patatine S.Carlo. Nome a parte, il posto era famoso perchè ci si tenevano degli spettacoli tanto belli che venivano a vederli da lontano, anche le persone delle Nazioni vicine ed invidiose. Questo posto veniva chiamato Teatro.
Ora il Nobile Conte dello Spettacolo si mise d’accordo, con il Nobile Conte Archeologo, per fare degli spettacoli in mezzo alle antichità. Voi direte, ma se il Nobile Conte dello Spettacolo aveva un Teatro ed il Nobile Conte Archeologo doveva sistemare le antichità che bisogno c’era di fare gli spettacoli in mezzo alle antichità? Perchè tra le antichità c’era un posto chiamato Teatro Grande ed anche lì, circa duemila anni prima, ci si tenevano degli spettacoli.
In tempi normali sarebbe stato di sicuro una cosa suggestiva e, comunque accresceva l’invidia dei popoli vicini che non avevano queste possibilità. Però in una situazione di emergenza come quella non c’erano soldi disponibili. Allora il Nobile Conte Archeologo con i suoi poteri straordinari decise di affidare l’incarico di allestire il Teatro Grande per lo spettacolo ad una Gilda di artigiani dal nome Cacace srl. Srl significava che la Gilda aveva una responsabilità limitata; ossia se avesse fatto imbrogli, danni o pasticci e non aveva nessuna copertura assicurativa, poteva rifondere i danneggiati solo con i talleri (la moneta di allora) che avevano messo i membri della Gilda quando l’avevano fondata; questo patrimonio poteva essere di qualsiasi valore, però visto che, per legge, il minimo era di 10.000 talleri tutti mettevano (e rischiavano) il minimo. Ora perché tutti quei tesori antichi dovessero essere affidati ad una società che, per definizione, aveva un responsabilità limitata, invece che ad altre più grandi e con esperienza, nessuno venne a chiederlo proprio perché il Nobile Archeologo aveva dei poteri straordinari. Assegnò più di 11 milioni di talleri alla Gilda per ristrutturare il Teatro Grande, ma anche per montare e smontare le impalcature dello spettacolo che fu, appunto, spettacolare. Quindi i due Nobili Conti si potevano vantare di quello che avevano fatto ed erano contenti. Gli altri Nobili colpiti dai successi diedero ulteriori incarichi ai due Nobili Conti. Altre Gilde poterono lavorare ed erano contente, anche se un po’ di soldi dei lavori che facevano li davano indietro ai Nobili che li avevano commissionati. Qualche cittadino poteva lavorare nelle Gilde e, anche se siaccorgeva di qualcosa badava ai fatti suoi.
Ma continuando a lavorare così, in due anni, il Nobile Conte Archeologo riuscì a spendere 79 milioni di talleri, ma di questi ne impiegò proprio pochi per le antichità.

Per quanto quelli erano periodi dove i governanti facevano quello che gli andava di fare ed i cittadini si occupavano ciascuno dei fatti propri, la cosa diventò troppo evidente. Un importante Poliziotto dei Magnifici, che a quei tempi per comodità veniva chiamato PM, passò una domenica con la sua famiglia da quelle parti. Sua figlia gli chiese “perché tutti questi pezzi antichi sono lasciati così allo sfacelo? Non ci pensa nessuno a sistemarli e proteggerli?”, “Certo”, le rispose il padre, “c’è un Nobile Conte che sta facendo proprio questo”. Ma in cuor suo anche lui, come tutti i visitatori del posto antico, pensò che era troppo lasciato alla malora. Così il giorno dopo si informò su quanti talleri avessero dato al Nobile Conte per proteggere le antichità e, saputa la cifra, indagò scoprendo che il Nobile Conte quei soldi li aveva sperperati per molte cose, ma quasi mai per proteggere le antichità.

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Un Nobile Commissario Archeologo di quei tempi

Allora emanò un editto in cui si diceva che si arrestava il Capo della Gilda ed alcuni suoi collaboratori e che la Gilda non avrebbe potuto più lavorare per nessun Nobile. Il Nobile Conte Archeologo già non faceva più quel lavoro, ma non gli furono nemmeno tolti gli altri incarichi che aveva. In fondo anche il Poliziotto dei Magnifici era un Nobile e non poteva andare subito così contro ad un’altro Nobile. Quindi all’inizio solo i membri della Gilda ci rimisero, anche se tutti si immaginavano che i soldi presi dalla Gilda fossero andati un po’ anche ai due Nobili.

Come finì questa storia non si sa. Si pensa che a quei tempi la documentazione di queste cose venisse archiviata in fasi: i documenti dell’inizio delle indagini erano messi tutti in un archivio, mentre quelli relativi alla fine delle indagini tutti in un’altro. Deve essere successo un disastro od una calamità che ha distrutto il secondo archivio. Solo così è possibile spiegare il perché, di quegli anni passati alla Storia come gli “anni illogici”, non si sa nulla di come finissero queste indagini. Evidentemente sono giunti a noi solo i documenti del primo archivio.

Proposta shock: tutti d’accordo nel mettere le mani nelle tasche degli Italiani (ma io non capisco mai)

Lascio ad altri il dibattito sui contenuti della proposta fatta ieri da Berlusconi, ognuno si formi le proprie idee con le informazioni e nel modo che ritiene più opportuno. Voglio condividere le mie considerazioni sul “percorso comunicativo” dell’evento e su una parte a chi é stata messa la sordina in modo singolare.
A me da fastidio; quando ascolto mi metto in modalitá “assimilante” alzo le antenne e cerco di comprendere i contenuti di chi parla dal suo punto di vista, non filtrandole con le mie opinioni.
In questa azione di ascolto attento mi é sembrato di capire una cosa incredibile, quindi oggi sono andato alla ricerca del video dell’evento per riascoltarlo. Prima sorpresa: non sono stato capace di trovarlo. È praticamente inesistente la versione integrale su internet.
Il primo posto è stato il sito del Popolo delle Libertà, ma vi ho trovato solo un risicato video di 3 minuti che ritagliano giusto la frase del taglio e restituzione dell’IMU.
Poi è stato il turno di Youtube, dove sono stato un po’ più fortunato. Ho trovato il video parziale, ma con il passaggio che mi interessava riascoltare. Del video intero, nulla; mistero mediatico.
Questa totale assenza è cacofonica rispetto al gran coro di commenti che ci sono. Come dire tutti stanno a commentare un film che è andato perso e nessuno può più vedere. Quindi dovete fidarvi di noi che l’abbiamo visto….. Proprio singolare.
Ma parliamo del passaggio che mi ha stupito, quello della copertura del rimborso IMU. Il nostro possibile futuro Ministro dell’economia ha detto (min 11:10 del video): “per la copertura finanziaria, quindi, di questa operazione, abbiamo individuato una soluzione che, non solo garantirà molte più risorse, ma che anch’essa direi ha una forza simbolica eloquente. E cioè l’accordo con la Svizzera, che abbiamo lungamente trattato durante il tempo del nostro ultimo governo. Un accordo che è stato realizzato anche da molti altri stati, tra l’altro la Gran Bretagna, la Germania, l’Austria. Un accordo cioè per la tassazione delle attività finanziarie detenute in Svizzera da cittadini Italiani. Il gettito previsto da questo accordo è una tantum, la prima volta, di 25-30 miliardi. Quindi assolutamente capiente rispetto ai 4 miliardi che dobbiamo restituire. E poi da questo accordo lo Stato ricaverà 5 miliardi all’anno come flusso a regime dell’accordo. In attesa della sottoscrizione dell’accordo la liquidità potrà essere anticipata dalla Cassa Depositi e Prestiti, previo accordo stilato sul modello di quello che è stato già sperimentato in occasione del recente Terremoto in Emilia. Per quanto riguarda invece la copertura strutturale, cioè che si ripete ogni anno, per l’eliminazione definitiva dell’IMU, anche questo 4 miliardi all’anno, abbiamo già indicato che si provvederà mediante una revisione delle assise (ma forse intendeva delle accise? nda) sui giochi, sull’Lotto, sulle scommesse, sui tabacchi. Abbiamo già preparato il disegno di legge che prevede un piccolo aggravio di imposte su questi prodotti non di prima necessità. Lo approveremo anche questo contemporaneamente alla deliberazione della cancellazione definitiva dell’IMU per i prossimi anni. Quindi come mi pare evidente si tratta di una misura senza aggravi per lo Stato, utilissima per ogni famiglia che si vedrà restituita la tassa ingiustamente pagata.
Questo mi ha sbalordito. Perché da quello che capisco (ma io non ne capisco molto) non é affatto una fesseria l’eliminazione dell’IMU, ma un meccanismo assurdo questa copertura finanziaria, che rasenta l’impossibilità di essere attuato.
Ma io devo essere tanto incompetente se nessuno tra gli altri partiti ha fatto notare questa impossibilità. Allora ho deciso di scrivere quello che penso così che qualcuno più competente di me mi spieghi dove sbaglio.

1) L’accordo con la Svizzera. Basta cercare su Google italy-swiss tax dossier e si trova il documento del Federal Department of Finance FDF dal titolo Switzerland-Italy tax dossier datato 12 giugno 2012, dove si legge che “Nel maggio 2012 (sotto il governo Monti nda), entrambi i paesi hanno formato un gruppo intergovernativo, incaricato di portare avanti un lavoro importante.” Il lavoro affronta 5 punti di cui il primo è, appunto, quello relativo al “Double taxation agreement (DTA)”. Ma si legge che “Il DTA (in vigore) con l’Italia è del 1976. Gli sforzi compiuti per rivedere questo accordo dal 2001 (sotto il governo Berlusconi nda) si sono rivelati infruttuosi.“.
Continuando a cercare si legge, in un articolo del Sole 24 ore intitolato La Grecia batte l’Italia: lunedì l’accordo con la Svizzera per tassare i capitali, che “Nel caso italiano, l’una tantum sarebbe circa del 25% dei 150 miliardi di euro stimati, secondo indiscrezioni di stampa, quindi pari a 37,5 miliardi di euro di incassi. [...] Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l’Erario italiano potrebbe contare su 625 milioni di incassi all’anno.“. Certo che facessimo un accordo come quello del Regno Unito, non so se loro la chiamano patrimoniale, però ne ricavano un po’ di soldi e scoraggiano a tenere nascosti i capitali. Comunque penso che Berlusconi la sua proposta non la consideri una patrimoniale, visto che non dieci anni fa, ma il 30 Novembre del 2011 diceva: “Nelle conversazioni con il professor Monti siamo stati molto chiari. Non daremmo il voto in Parlamento a una patrimoniale e al cambio della legge elettorale“.
2) I soldi anticipati dalla CDP. Nel documento dell’ultimo Bilancio disponibile sul sito della CDP, é scritto che “Il finanziamento, sotto qualsiasi forma, di Stato, regioni, enti locali, enti pubblici e organismi di diritto pubblico, utilizzando i fondi rimborsabili nella forma di Libretti di risparmio postale e di Buoni fruttiferi postali (BFP), assistiti dalla garanzia dello Stato e distribuiti attraverso Poste Italiane S.p.A.” (pag.17). Ossia l’ente pubblico, in questo caso penso il Ministero dell’Economia, viene finanziato con i soldi dei risparmi che gli Italiani mettono in Posta. Temo che siano per la maggior parte i risparmi di pensionati e di chi considera tali depositi più sicuri di quelli bancari. Quindi per questa operazione si metterebbero le mani proprio nelle tasche degli Italiani.
3) Le accise su giochi e tabacchi. Mi sembra l’unica cosa chiara: nel primo consiglio dei Ministri si alzeranno le tasse su queste cose.

Ora quello che vorrei delle risposte per queste due domande:
Primo cosa non ho capito nei miei ragionamenti e nelle mie ricerche? Perché se nessun partito dell’opposizione ha fatto considerazioni simili significa che sono sbagliate. Me lo spiega qualcuno dove?
Secondo: non è che la CDP, con i suoi miliardi di euro, é un salvadanaio ricco che fa gola a tutti e nessuno vuole mettere limiti (leggi far notare troppo) alla possibilità di attingerci?

I nostri giovani

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Egregio Direttore,
Sul suo giornale ho letto il corsivo dal titolo “Il dramma di un alunno” e l’altro intestato “I nostri giovani”, entrambi in merito ai penosi fatti di giovani suicidi che occupano le cronache di questi giorni. Mentre dissento con il primo per la gratuita accusa che muove alla scuola, esprimo il mio consenso per le argomentazioni precise e serrate del secondo, con le quali si attribuisce la piena responsabilitá delle deviazioni giovanili alla famiglia.
E a tale proposito vorrei sottolineare le parole di uno psicologo conosciuto per la feconditá scientifica e genialitá di idee: Carl Gustav Jung! L’autorevolezza della persona fa di tali parole un’inequivocabile e drammatica, se pur dolorosa, colpa ai genitori per la gran parte delle deviazioni morali, psicologiche, e difficoltá di adattamento sociale dei figli. Ecco le parole di Jung, e che la famiglia mediti e provveda!
“… I figli sono una parte dell’atmosfera psicologica dei genitori, al punto che difficoltà segrete e non risolte di quest’ultimi possono influenzare la salute (dello spirito) dei figli in modo considerevole. La “partecipazione mistica” cioè la primitiva identitá inconscia, fa sì che il bimbo senta i conflitti dei genitori e ne soffra come fossero i suoi. Direi quasi che non ė mai il conflitto aperto, la difficoltà visibile ad avere queste influenze venefiche, ma invece le difficoltà ed i problemi che i genitori tengono celati o lasciano inconsci.
Fatti che stanno nell’aria e che il bambino sente in un modo indeterminato, l’atmosfera opprimente di timori e di imbarazzo, penetrano lentamente con i loro vapori velenosi nell’anima del bambino.
Dietro la maschera della rispettabilità e della lealtà la potenza dell’amore trascurata avvelena i figli. E per amore dei figli i genitori dovrebbero farsi un obbligo di non dimenticare le proprie difficoltá interne. Non dovrebbero permettersi rimozioni a buon mercato ed evitare di affrontare discussioni, anche se dolorose. E’ mille volte meno dannoso, sotto ogni riguardo, che i genitori discutano apertamente i loro problemi anziché permettere che i loro complessi lussureggino nell’inconscio”.

Bruno D.R.
Il Tempo – rubrica Ci Perviene una lettera 11 Aprile 1960

2012 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2012 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The new Boeing 787 Dreamliner can carry about 250 passengers. This blog was viewed about 1,800 times in 2012. If it were a Dreamliner, it would take about 7 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

Non è per interesse….

Ma non vorrei che, accecati dai media sulla campagna elettorale, facessimo passare troppo inosservato il successo di una ricercatrice Italiana: Roberta Benetti. La sua pubblicazione ha un titolo decisamente misterioso per le persone come me: miR-335 directly targets Rb1 (pRb/p105) in a proximal connection to p53-dependent stress response, ma da Trieste nel Laboratorio Nazionale Consorzio Interuniversitario Biotecnologie, ha scoperto un tipo di molecole che bloccano l’attività delle cellule tumorali.

E’ una concreta possibilità di affrontare questo tipo di patologia evitando ai pazienti i problemi collaterali delle chemio e radio terapie.

Vivere la vita (Mannarino)

Vivere la vita è una cosa veramente grossa
C’è tutto il mondo tra la culla e la fossa
Sei partito da un piccolo porto
Dove la sete era tanta e il fiasco era corto
E adesso vivi….
Perché non avrai niente di meglio da fare
finchè non sarai morto
La vita è la più grande ubriacatura
Mentre stai bevendo intorno a te tutto gira
E incontri un sacco di gente
Ma quando passerà non ti ricorderai più niente
Ma non avere paura, qualcun’ altro si ricorderà di te
Ma la questione è…Perché?
Perché ha qualcosa che gli hai regalato
Oppure avevi un debito…e non l’hai pagato?
Non c’è cosa peggiore del talento sprecato
Non c’è cosa più triste di un padre che non ha amato…

Vivere la vita è come fare un grosso girotondo
C’è il momento di stare sù e quello di cadere giù nel fondo
E allora avrai paura
Perché a quella notte non eri pronto
Al mattino ti rialzerai sulle tue gambe
E sarai l’uomo più forte del mondo
Lei si truccava forte per nascondere un dolore
Lui si infilava le dita in gola….per vedere se veramente aveva un cuore
Poi quello che non aveva fatto la società l’ha fatto l’amore…
Guardali adesso come camminano leggeri senza un cognome….

Puoi cambiare camicia se ne hai voglia
E se hai fiducia puoi cambiare scarpe…
Se hai scarpe nuove puoi cambiare strada
E cambiando strada puoi cambiare idee
E con le idee puoi cambiare il mondo…
Ma il mondo non cambia spesso
Allora la tua vera Rivoluzione sarà cambiare te stesso
Eccoti sulla tua barchetta di giornale che sfidi le onde della radiotelevisione
Eccoti lungo la statale…che dai un bel pugno a uno sfruttatore
Eccoti nel tuo monolocale… che scrivi una canzone
Eccoti in guerra nel deserto che stai per disertare
E ora…eccoti sul letto che non ti vuoi più alzare…
E ti lamenti dei Governi e della crisi generale…

Posso dirti una cosa da bambino?
Esci di casa! Sorrdi!! Respira forte!
Sei vivo!…cretino…

EHI! Un bel modo di dire Buone Feste

Ivan_Franek_EHIOggi sono andato a vedere lo spettacolo EHI! di Ivan Franek. Viene presentato come uno spettacolo di marionette, ma non è vero: è uno spettacolo dove le marionette hanno solo una parte.
Gli attori, che non si nascondono alla vista, con gesti, sguardi e suoni insieme alle marionette accompagnano il pubblico in un viaggio magico. Lo spettacolo è un insieme di ritmo, di geniali e simpatiche invenzioni che fanno dello spazio scenico il terzo elemento.

L’ho trovato divertente ed emozionante. Ridono i grandi, per le trovate e ridono i bambini per l’immediatezza. I loro urli e commenti ad alta voce non disturbano ma sono la vera colonna sonora.

Insomma per chi è a Roma il 6 Gennaio consiglio di passare un’ora alla Libreria Fandango in Via dei Prefetti, 22. Penso che l’orario sarà lo stesso di oggi le 18:30, ma chiedere una conferma al numero di telefono riportato nel sito non guasta…..

Auguri di Buone Feste a tutti!

Io sono stupido, ma lei Ministro Corrado Passera che fa? Pensa solo alla TAV?

Ho letto l’articolo dal titolo “Velok”, le colonnine arancioni ora finiscono fuorilegge sul sito di Repubblica.it e mi sento stupido. Scusatemi se mi dilungherò in citazioni, ma ne vale la pena per capire in che paese viviamo.
Si perché il succo è questo: i dissuasori sono quelle colonnine sparse sulle strade, alcune con dentro l’autovelox, altre finte senza nulla dentro; servono a dissuadere gli automobilisti a superari i limiti di velocità. Quindi servono per rispettare una regola ed in modo abbastanza economico per i comuni perché, appunto molte sono finte. Sembra che il loro lavoro lo facciano “Le abbiamo messe sulla tangenziale T4 sei mesi fa – racconta l’assessore alla viabilità di Verona Enrico Corsi – e da allora non abbiamo avuto più incidenti“. Da automobilista posso solo dire che, nelle strade dove le trovo, si và più piano. Ora sembra che non siano previste dal codice della strada, quindi illegali o illecite le multe fatte con gli autovelox inclusi.
Riassunto: ci sono dei limiti di velocità, ci sono dei dispositivi che di fatto aiutano a far rispettare quei limiti e diminuire gli incidenti, ma non sono recepiti da alcuna norma. E cosa fà il ministero e i suoi dipendenti per affrontare questa situazione?
Emana delle disposizioni per rendere questi dispositivi regolari? No.
Propone una valida alternativa per far rispettare i limiti di velocità e mantenere sicure le strade? No.
4295-24-07-2012 Il Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini emana il suo parere nella comunicazione n.4295 del 24-Lug-2012 che potete trovare sul sito www.francocrisafi.it, perché è introvabile nel sito del ministero, io ne ho fatto una copia che potete vedere integralmente con un doppio click qui di fianco. Il Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini ci dice che “[...] si comunica che i manufatti in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo Codice della Strada [...] e dal connesso Regolamento di Esecuzione ed Attuazione [...] e dunque per essi non risulta concessa alcuna approvazione [...] da parte di questa Direzione Generale.”
Ma da quello che capisco io il bello viene dopo: “L’art.60 della Legge 29 luglio 2010, n.120, “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, rinvia ad apposito decreto ministeriale, non ancora emanato, la definizione delle caratteristiche degli impianti da impiegare per la regolazione della velocità. Poiché i manufatti in questione non possono essere classificati come impianti, in quanto privi di qualsivoglia dispositivo deputato alla specifica funzione essi probabilmente non potranno neppure essere ricondotti alla futura nuova disciplina che sarà introdotta [...] “.
Riassunto: i dispositivi non possono essere classificati in nessun modo previsto, quindi non sono regolari! Non solo le caratteristiche degli impianti utilizzabili ancora devono essere definite da un decreto ministeriale. Ma il Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini dice che probabilmente non includeranno questi dispositivi.

Io sono stupido e non competente in materia, è chiaro. Ma Sig. Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini lei lo sa che sti cosi finti riducono il numero di incidenti? Lo sa che in alcuni paesi dell’est usano addirittura i manichini? Lo ha letto l’articolo sul Corriere della Sera.it, che essendo italiano la butta sul sex appeal della minigonna, oppure quello su tn.cz che riporta la notizia più correttamente? (un suggerimento: Direttore Generale Dott. Ing.Sergio Dondolini, casomai lei, come me, non conosca il Ceco, con Google Translator lo può tradurre in modo che si capisce).

Morti in incidente stradale per categoria di strada

Morti in incidente stradale per categoria di strada

Lo sa che ai parenti dei circa 2000 morti di strade extraurbane non gli importa nulla che “Nell’ultimo decennio il numero delle vittime è diminuito del 42.4% (in linea con la media europea” (ISTAT Incidenti Stradali dagli anni trenta ad oggi sul sito www.aci.it) e se sti cosi che non sono inquadrabili ci fanno risparmiare altre vite non guasta? Ma si lo sa perché il Direttore Generale Dott.Ing.Sergio Dondolini ne parlava con competenza già nel Maggio del 2009 come risulta nelle slide della sua presentazione disponibili qui sotto.

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Però non riesco a capire se il problema è che i dissuasori il Direttore Generale Dott.Ing.Sergio Dondolini non li approva perché il suo compito è solo quello di eseguire quello che la legge prevede, e se il decreto per la definizione degli impianti ancora non è stato fatto, perché il Direttore Generale Dott.Ing.Sergio Dondolini dice che probabilmente non ci saranno nella futura disciplina? Chi la deve scrivere? Chi la approva? Forse Sig. Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera è suo compito? Ma forse il suo tempo impiegato anche per essere il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera la distoglie da tale impegno? Certo un argomento come la TAV è più congeniale al duplice incarico, ma penso che se riusciva ad essere primo in una classifica che si basa sulla conta di morti e feriti non sarebbe stato male.

Uso imperfetto e condizionale perché ora c’è la crisi del Governo quindi le decisioni sono sospese, anche se non lo è altrettanto la conta sulle strade dei morti e feriti.