Caserta e Londra: facciamoci del male!

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A Trafalgar Square, il 26 Luglio di quest’anno, ci sono state molte polemiche quando è stata installata l’opera opera dell’artista tedesca Katharina Fritsch: un gallo blu alto cinque metri. Polemiche perché un’opera moderna, così dirompente e dissonante con l’architettura della piazza, era un’affronto alla bellezza? No, non erano polemiche come quelle sgarbiane alla ristrutturazione dell’ara pacis. Non erano polemiche che impedivano accostamenti di moderno (moderno? attuale) a quanto abbiamo ereditato. Sono state polemiche da parte di associazioni tradizionaliste che non hanno trovato opportuno l’accostamento del gallo, simbolo della Francia, con la vicina statua dell’Ammiraglio Nelson.

images A Caserta il Sindaco Pio Del Gaudio ha fatto  installare, all’ingresso della Reggia di Caserta, un corno rosso di tredici metri, dell’artista Lello Esposito. Mi sembra di aver capito che l’installazione è avvenuta questa settimana. Non sono capace di dire precisamente la data dell’installazione, perché da qualche parte se ne da notizia il 12 Dicembre come avvenuta, in altre il 13 Dicembre si riporta la notizia della futura rimozione ma null’altro, la maggior parte dei siti ne riporta la notizia in articoli non datati; insomma anche i siti dei nostri giornali rispecchiano un’approssimazione tutta Italica.

Ed anche qui ci sono state subito polemiche. Però le nostre polemiche sono state come al solito più di bottega e di parte che di sostanza, dando il via ad una rissa di esternazioni caotiche. Sovrintendenza, Italia Nostra, perfino l’UNESCO si sono espresse contrariamente sull’iniziativa. Per motivi di opportunità artistica, di permessi non dati, insomma rasentiamo le ripicche da riunione condominiale, dove ci si indigna e chi si azuffa senza mai fare nulla per l’intero condominio.

Ora io on so nulla d’arte, me entrambe sono, dichiaratamente, delle provocazioni. Il gallo di Katharina si chiama Cock, ossia un doppio senso dichiarato dall’autrice per rappresentare la vanesia mascolinità, che significa “maschio”, ma anche “cazzo”. E’ un’opera che indubbiamente rappresenta un “uccello” e che ha suscitato molta ilarità, grazie a questi doppi sensi, durante il discorso del sindaco nell’inaugurazione. Il corno è un richiamo alla tipica scaramanzia partenopea e s’intitola “Good Luck Caserta”, ma non sono nemmeno riuscito a trovare sul web se il sindaco abbia fatto un discorso o almeno presenziato alla sua inaugurazione. Come semplice spettatore, senza sapere i significati attribuiti dagli autori, posso dire che il gallo è bello, mentre il corno si capisce che è un corno perché sta in Campania; se fosse stato installato a Cosenza sembrava un peperoncino, o se lo si dipinge di arancio sembra una carota. Non lo nego come opera non mi piace. Ma non è un motivo per non doverla mettere lì, è un motivo di gusto personale.

Invece motivo per non metterla lì sono altri. Non sono riuscito a capire quanto è costato a Londra l’uccello blu, ma il corno è costato 70mila euro, di cui solo 10mila sono andati all’autore. Ora a Londra non ci sono strade con le buche, i trasporti funzionano, anzi a breve avranno al metropolitana aperta 24 ore: sindaco Pio i 60mila euro spesi oltre alla cifra dell’autore come sono stati spesi? Possibile per il trasporto dell’opera? Nemmeno i più delicati supercomputer richiedono tanto. E poi pensa che per Caserta era la spesa più utile? Non mi venga a cantare la vecchia canzone del “abbiamo fatto mettere i riflettori su Caserta“, ci credono solo gli ingenui a risposte così vaghe e non verificabili. Se fossero ritornelli veri almeno i commercianti Casertani dovrebbero essere entusiasti all’unisono; invece Mario D’Anna, presidente Ascom Confcommercio dice al Mattino di Napoli: «Il valore dell’arte non si commenta, quella del corno come quella che due anni fa accese le luci d’autore sulla facciata della Reggia. In entrambi i casi, però, ho reputato controproducente accendere i riflettori su una piazza degradata, dove il richiamo dell’arte viene inficiato dallo squallore del contesto». Capito? Controproducente è il risultato dei suoi 60+10mila euro spesi. D’accordo sono fondi POR (Programmi Operativi Regionali) dati dalla Regione Campania, non si potevano utilizzare per attività di tipo ordinario, ma un’idea migliore, o perlomeno concordata con rappresentanze del territorio, no?

Che buffo, noto ora che il nome del sindaco italiano è il verso che fa il pulcino. Che abbia voluto, in piccolo ed in modo infantile, rifare il verso al sindaco di Londra con il suo gallo?

PS sono stanco, non mi va di proseguire nelle ricerche ma sarebbe simpatico confrontare come i 340 dipendenti di cui 180 (53%) amministrativi e 160 custodi non riescono ad evitare che all’interno ci scorrazzino i motorini, rispetto al numero di dipendenti della National Gallery Ma questo è un tema più generale, non solo di Caserta. E’ la domanda a cui nessuno risponde: Cosa è il lavoro?

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