Conner e Cayden LongUna delle grandi stupidaggini che ci vengono propinate fin da piccoli è che «l’importante non è vincere, ma partecipare», attribuendo questa frase a Pierre de Coubertin. Secondo me è la base di un’idea distorta che porta a non impegnarsi per vincere. Ma attenzione, l’importante non è nemmeno vincere! Questa è un’altra interpretazione, altrettanto distorta, che idolatra i vincitori e considera nullità tutti gli altri.

Direte: “E quante ne vuoi! Allora per te nulla è importane? Non ti va bene nulla!”. No, a me va bene quello che veramente ha detto de Couberten (lo riporto in francese, tanto si capisce): «L’important dans la vie ce n’est point le triomphe, mais le combat, l’essentiel ce n’est pas d’avoir vaincu mais de s’être bien battu.». Capito? L’importante è partecipare per vincere, sapere dare il meglio di se stessi senza risparmiarsi. Capire che sacrificio, riconoscimento dell sconfitta, impegno, sono i veri valori che formano una persona.

Ma allora se uno si rende conto che in una qualsiasi competizione non arriverà mai al podio è meglio che si ritira, che non partecipi, che non lotti? Dipende da cosa è il podio. Perché non sempre il podio significa il primo, il secondo o il terzo posto. A volte, anzi spesso, il podio è rappresentato dai nostri obiettivi. Qui è il potere formativo dello sport: insegnarti a raggiungere obiettivi che non sono assoluti, ma sono delle sfide a cui solo te puoi partecipare perché sono solo nostre e per questo vale la pena di impegnarsi, di sacrificarsi per esserne vincitori di fronte a noi e non ad altri.

Un esempio concreto sono i fratelli Conner e Cayden Long. Cayden, nato con problemi celebrali che non gli permettono di camminare e di parlare, nel 2011 aveva sei anni. Suo fratello Conner ne aveva otto e voleva divertirsi insieme a Cayden perchè voleva stare insieme. Leggete la loro storia in questo articolo e vedete il video. C’è chi vede Conner come un eroe, ma lui non capisce il perché. Per lui, queste gare sono solo la possibilità di divertirsi insieme a suo fratello. Allora cosa è importante per voi?
Conner e Cayden LongOne of the great nonsense that we are dished up since they were children is that “it’s important not to win, but to participate“, giving this sentence to Pierre de Coubertin. I believe it is the basis of a false idea that leads to not commit themselves to win. But attention, the important thing is not even win!
This is another interpretation, equally distorted, which idolizes the winners and be deemed void all the others.

You will say: “What do you say? Then for you nothing is important? Won’t okay nothing!”. No, to me okay is what really said de Couberten (here in French, but you can understand): “l’important dans la vie ce n’est point le triomphe, mais le combat, l’essentiel ce n’est pas d’avoir vaincu mais de s ‘ être bien battu.“. Got It? The important thing is to participate with the aim to win, to give the best of themselves unstintingly. Understand that sacrifice, recognition of defeat, commitment, are the true values that build a person.

So, if one realizes that in any competition he will never come to the podium, is better than he retires, to not participate, that no lots? Depends on what is “the podium”. Because not always the podium means the first, second or third place. Sometimes, indeed often, the podium is represented by our goals. Here is the power of sports training: teach you to reach goals that are not absolute but are the challenges to which you can participate because they are your own and this is worth engaging, to sacrifice himself to become winners in front of us and not for others.

A concrete example are the Conner and Cayden Long brothers. In 2011 Cayden, born with brain problems that did not allow him to walk and talk, was six years old. His brother Conner had eight and wanted to have fun with Cayden. Read their story in this article and see the video. There are those who see Conner as a hero, but he doesn’t understand why. For him, these races are just a chance to have fun together with his brother. So what is important to you?

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