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Volevo scrivere di quello che vedo dalla finestra e dei comportamenti delle persone che mi sembrano sempre più concentrate sui propri vantaggi immediati piuttosto che su una prospettiva futura.
Ma non riesco.
Le medicine stanno facendo il loro lavoro e, come un anticrittogamico, uccidono e impediscono la ricrescita delle cellule nel corpo in modo indistinto; gli effetti di questo lavoro si amplificano di ciclo in ciclo e con loro si amplificano gli effetti secondari.
I medici che mi seguono fanno diligentemente il loro mestiere e sono bravi, ma il loro obiettivo è specifico: far si che il protocollo vada avanti, controllare che i valori del sangue, del fegato e gli effetti secondari non siano di intralcio alle somministrazioni successive, in modo che la chemio possa continuare l’azione diserbante di qualsiasi cellula anomala nascosta da qualche parte.
Non è nel loro ambito considerare se riesco a muovervi bene, se i sapori del cibo sono normail, se posso fare la doccia o meno.
La doccia. Oggi finalmente dopo 4 giorni sono riuscito a lavarmi, una soddisfazione pagata con uno sfinimento incredibile! Sono lontani i tempi dove, per pigrizia, saltavo la doccia un giorno e mi lavavo viso-collo-ascelle e via. Ora non è la pigrizia, ma il formicolio che me lo impedisce.
Infatti è questo uno dei sintomi che di ciclo in ciclo si consolida ed aumenta.
Lavarsi con le mani, le braccia, le ascelle, i piedi e le gambe che formicolano e fanno male al tatto come se ci fossero dei pezzi di vetro non aiuta.
Non c’è il piacere dell’acqua che scorre sulla pelle, c’è il fastidio che ti aspetti dove stai dirigendo il getto d’acqua.
Non c’è la soddisfazione di massaggiarsi il corpo con la spugna, c’è la sensazione di stringere un pezzo di lava che punge le mani.
Non c’è la goduria di sentire la schiuma sul corpo, cè l’attesa di sentire una specie di taglio che sembra squarciarti la pelle.
Però c’è la soddisfazione che, nonostante questo, riesci a fare queste cose. La bella sensazione di sentire che il cervello ancora comanda il corpo. Certo sapere che questi effetti dureranno anche oltre la fine della terapia non è incoraggiante. “i formicolii possono durare anche fino a 18-24 mesi dopo la fine della chemioterapia e in alcuni casi sono irreversibili” è tra gli avvertimenti che mi hanno fatto firmare.
Ma ora c’è la soddisfazione che nonostante questi effetti ancora riesco a decidere io.20111030-112255.jpg
Volevo scrivere di quello che vedo dalla finestra e dei comportamenti delle persone che mi sembrano sempre più concentrate sui propri vantaggi immediati piuttosto che su una prospettiva futura.
Ma non riesco.
Le medicine stanno facendo il loro lavoro e, come un anticrittogamico, uccidono e impediscono la ricrescita delle cellule nel corpo in modo indistinto; gli effetti di questo lavoro si amplificano di ciclo in ciclo e con loro si amplificano gli effetti secondari.
I medici che mi seguono fanno diligentemente il loro mestiere e sono bravi, ma il loro obiettivo è specifico: far si che il protocollo vada avanti, controllare che i valori del sangue, del fegato e gli effetti secondari non siano di intralcio alle somministrazioni successive, in modo che la chemio possa continuare l’azione diserbante di qualsiasi cellula anomala nascosta da qualche parte.
Non è nel loro ambito considerare se riesco a muovervi bene, se i sapori del cibo sono normail, se posso fare la doccia o meno.
La doccia. Oggi finalmente dopo 4 giorni sono riuscito a lavarmi, una soddisfazione pagata con uno sfinimento incredibile! Sono lontani i tempi dove, per pigrizia, saltavo la doccia un giorno e mi lavavo viso-collo-ascelle e via. Ora non è la pigrizia, ma il formicolio che me lo impedisce.
Infatti è questo uno dei sintomi che di ciclo in ciclo si consolida ed aumenta.
Lavarsi con le mani, le braccia, le ascelle, i piedi e le gambe che formicolano e fanno male al tatto come se ci fossero dei pezzi di vetro non aiuta.
Non c’è il piacere dell’acqua che scorre sulla pelle, c’è il fastidio che ti aspetti dove stai dirigendo il getto d’acqua.
Non c’è la soddisfazione di massaggiarsi il corpo con la spugna, c’è la sensazione di stringere un pezzo di lava che punge le mani.
Non c’è la goduria di sentire la schiuma sul corpo, cè l’attesa di sentire una specie di taglio che sembra squarciarti la pelle.
Però c’è la soddisfazione che, nonostante questo, riesci a fare queste cose. La bella sensazione di sentire che il cervello ancora comanda il corpo. Certo sapere che questi effetti dureranno anche oltre la fine della terapia non è incoraggiante. “i formicolii possono durare anche fino a 18-24 mesi dopo la fine della chemioterapia e in alcuni casi sono irreversibili” è tra gli avvertimenti che mi hanno fatto firmare.
Ma ora c’è la soddisfazione che nonostante questi effetti ancora riesco a decidere io.

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