Negli ultimi anni dibattiti che mostrano internet come la nuova frontiera delle libertà e del futuro di nuovi modelli di socializzazione, hanno riempito televisioni e giornali. Un’agorà virtuale accessibile a tutti da qualsiasi parte è il verbo predicato da molti sacerdoti moderni. Ed il principio che un mezzo può essere usato in modo buono o cattivo e non per questo debba essere demonizzato, è uno dei luoghi comuni in difesa dell’uso improprio della rete e dei social.
Ma iniziano a sentirsi voci differenti ed una di queste è quella di Evan Williams il fondatore di una delle colonne portanti di questo mondo: Twitter. In una sua intervista rilasciata al New York Times affronta il tema con una coraggiosa autocritica.
“I thought once everybody could speak freely and exchange information and ideas, the world is automatically going to be a better place,” Mr. Williams says. “I was wrong about that.”
Dice di essersi sbagliato nel pensare che il mondo sarebbe diventato un posto migliore se le persone avessero avuto la possibilità di scambiare idee ed informazioni in modo libero. Esemplifica dicendo che se c’è un incidente di auto le persone si fermano a guardarlo e sicuramente anche molti che abitano in quella strada si affacceranno per vedere. Bene questi comportamenti in rete sono interpretati come se la gente volesse vedere più incidenti stradali, quindi di questo si riempiono i social.
Evan Williams osserva che la rete premia gli estremi ,dunque abbiamo persone su Facebook che pubblicano suicidi, risse e omicidi in tempo reale. Twitter è un alveare pieno di insulti e abusi che sembrano impossibili da arginare. Bufale e finte notizie vengono diffuse senza limiti per ideologia o profitto. Nel Pew survey, uno studio sulle molestie in internet, si riporta che il 60% degli adulti sono testimoni di tali molestie e che 4 adulti su 10 sono stati molestati online. Lo stesso Trump ha dichiarato di aver vinto le elezioni grazie a Twitter. Il fondatore di Twitter commenta questa come una pessima cosa e se ne scusa.
“It’s a very bad thing, Twitter’s role in that,” he said finally. “If it’s true that he wouldn’t be president if it weren’t for Twitter, then yeah, I’m sorry.”
Penso che abbiamo costruito un posto senza regole convinti che potesse essere il luogo del meglio dell’umanità, invece il risultato è stato quello di amplificare il peggio, anche quello che normalmente teniamo celato consapevolmente. Però è incoraggiante sentire che chi è stato protagonista di questa costruzione se ne sia reso conto.