Una vittoria per la vita dei bianchi

Forse la traduzione è leggermente inesatta. “historic victory for white life” è come la Repubblicana Mary Miller, in un comizio al fianco di Tump, ha commentato la sentenza della corte costituzionale che riposiziona l’aborto non come diritto generale inquadrato nell’ambito della costituzione, ma come materia su cui possono legiferare i singoli stati in autonomia. Questa sentenza, di fatto, apre la via a proibire l’aborto in quasi la metà degli Stati USA. Questo penso sia la sintesi di quanto sta accadendo. Non è una questione di aborto o di diritti delle donne, o meglio, questi temi sono il pretesto e l’inizio per un ritorno all’antico voluto da molti. Sul piatto non ci sono solo i diritti di questa o quella minoraza, c’è la volontà non espressa, ma difficile da nascondere di ripristinare una forma di società attuale nel XIX secolo, prima delle due guerre mondiali. E questo è in atto con azioni mirate su più fronti: Come si vede, gli articoli ai link riportati non sono di trent’anni fa.

Non è possibile

“Non è possibile” è la frase che ho sentito più spesso a commento della notizia sull’aborto. Invece lo è, ma non solo questo. Ed occhio perché, anche in Italia, una politica che non prende posizioni su nulla, potrebbe, per convenienza rimettere in discussione queste cose. Per ora i commenti, sentiti in alcune trasmissioni e dichiarati pubblicamente, si distinguono tra dichiarazioni di principio (a sinistra) e tesi sulla lontananza del sistema giuridico statunitense dal nostro (a destra). Ma non mancano elogi sulla posizione della Corte Suprema USA.

Manteniamo il ritardo

Sembra che in Italia le nostre menti (e la formulazione delle loro opinioni) siano costantemente in ritardo sui fatti e le pulsioni sociali che accadono nel mondo. Un po’ come se non fossimo in un mondo così strettamente interdipendente e un po’ adagiati sull’illusione che “tanto qui non accade”.

È un ritardo che fa sì che nessuno si lamenti o si preoccupi finché una situazione scoppia e diventa emergenza. Allora, emergenza-docet, si accetta qualsiasi legge, qualsiasi intervento. 

Ma duriamo tanto così?  

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