Merkel spiata: tanto furba o tanto scema? Mi fa ricorrere agli insegnamenti di Andreotti.

Oslo - Opera House

Oslo – Opera House

Tutte le polemiche di questi giorni mi farebbero venire i capelli dritti, se li avessi. L’inizio della riunione del Consiglio Europeo è stato monopolizzato dalle risonanze delle dichiarazioni della Merkel e dalla sua ferma indignazione. Per cosa? Per essere stata intercettata nelle telefonate fatte con il suo telefono, un Capo di Stato intercettato segretamente dai suoi stessi alleati, una cosa inaccettabile! E di che Stato, la potente e virtuosa Germania. A seguire, chi piú chi meno, anche gli altri capi di stato hanno fatto quadrato in questa indignazione, trasformandola in una compatta e decisa reazione.
Quello che mi viene da pensare è: ma ci prendono per fessi o sono loro i fessi? In ogni caso è un europeo segno del degrado e della meschinitá della classe governante.
Finito lo sfogo, faccio ordine a pensieri e considerazioni, che vengono spontanee dopo quello che ho sentito e visto nei media.
Che i vari servizi degli stati si spiano uno con l’altro, amci o nemici, é una cosa risaputa da sempre. Ma in questo caso é una cosa pubblica da quando, sotto la presidenza Bush, dopo l’undici Settembre, gli Stati Uniti hanno approvato e messo in pista le nuove leggi sulla sicurezza. Leggi che permettono le agenzie Statunitensi di spiare e violare la privacy dei cittadini e dei sistemi tecnologici.
DOMANDE: in quel momento dov’era l’indignazione della Merkel? Era offuscata dalla sua ingenuitá (e quella dei suoi servizi di sicurezza che non l’hanno avvisata) sulla portata di tale azione? Era davvero convinta che reti di comunicazione e di dati siano inviolabili o non sapeva, quello che un professionista dell’IT ha detto che sanno tutti gli esperti del settore al telegiornale di Sky: la privacy sulle reti non esiste, basta avere i mezzi per violarla.

La signora é stata spiata sul telefono che usa da quando era una semplice militante del suo partito, un telefono normale. Ma questa ingenuitá non la commette nemmeno un camorrista di basso livello, i telefoni cifrati sono una misura minima per un capo di stato.
DOMANDA: signora, le é mai venuto in mente che su un telefono normale anche i suoi avversari plitici la possono ascoltare?

Se i suoi servizi segreti non l’hanno informata, puó farselo spiegare semplicemente da uno dei tanti investigatori privati che in Italia fanno affari spiando i figli di genitori ricchi e preoccupati o i coniugi di ipotetici cornuti. I suoi eventuali problemi di lingua, sono certo che verranno risolti, in Italia, da professionisti del settore esperti, e capaci di spiegarglielo anche in Tedesco.

Poi il fatto di essere spiati lo sapevamo giá da un paio di settimane, come mai Cancelliera, solo ora tutta questa indignazione? Il suo entourage è italicamente in arretrato nel leggere le rassegne stampa? Ma in realtá non credo che la Cancelliera Merkel sia cosí ingenua. Ricordo sempre la frase di Andreotti: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Allora torno alla precedente domanda: come mai solo ora tutta questa indignazione e determinazione? Come mai mette la questione, con questo impeto e d’improvviso, dopo aver sentito Obama al telefono (lo ha usato uno buono questa volta?), sul tavolo del Consiglio d’Europa?

Non sará per liberare quel tavolo dalla questione dell’immigrazione? Non sará per nascondere la mancanza di altrettanta determinazione sulla questione dei confini Europei? Giornali e TV avevano dato ampio spazio alle intenzioni Italiane di affrontare il tema. Il tema è semplice. L’Europa ci riprende perché la legge Bossi-Fini è dura con gli emigranti e noi che siamo Europa la dobbiamo cambiare. Ma non siamo piú Europa (secondo alcuni ministri tedeschi la questione degli sbarchi é un fatto interno italiano) quando si tratta di accollarsi le conseguenze economiche di un’accoglienza umana dei rifugiati.
Signora Merkel, tanto lo so che qualcuno dei suoi, pagaro per controllare, legge questo articolo. Ci risponda, cosa pensa dei confini dell’Europa? Quali sono? Lampedusa é dentro o fuori? Vuole mandare le navi tedesche a pattugliare i mari ai confini del Sud di quell’Europa che vuole comandare a bacchetta?

PS le mando un link se si vuole comprare un telefono criptato. così le energie le impiega per chi soffre veramente…Tutte le polemiche di questi giorni mi farebbero venire i capelli dritti, se li avessi. L’inizio della riunione del Consiglio Europeo è stato monopolizzato dalle risonanze delle dichiarazioni della Merkel e dalla sua ferma indignazione. Per cosa? Per essere stata intercettata nelle telefonate fatte con il suo telefono, un Capo di Stato intercettato segretamente dai suoi stessi alleati, una cosa inaccettabile! E di che Stato, la potente e virtuosa Germania. A seguire, chi piú chi meno, anche gli altri capi di stato hanno fatto quadrato in questa indignazione, trasformandola in una compatta e decisa reazione.
Quello che mi viene da pensare è: ma ci prendono per fessi o sono loro i fessi? In ogni caso è un europeo segno del degrado e della meschinitá della classe governante.
Finito lo sfogo, faccio ordine a pensieri e considerazioni, che vengono spontanee dopo quello che ho sentito e visto nei media.
Che i vari servizi degli stati si spiano uno con l’altro, amci o nemici, é una cosa risaputa da sempre. Ma in questo caso é una cosa pubblica da quando, sotto la presidenza Bush, dopo l’undici Settembre, gli Stati Uniti hanno approvato e messo in pista le nuove leggi sulla sicurezza. Leggi che permettono le agenzie Statunitensi di spiare e violare la privacy dei cittadini e dei sistemi tecnologici.
DOMANDE: in quel momento dov’era l’indignazione della Merkel? Era offuscata dalla sua ingenuitá (e quella dei suoi servizi di sicurezza che non l’hanno avvisata) sulla portata di tale azione? Era davvero convinta che reti di comunicazione e di dati siano inviolabili o non sapeva, quello che un professionista dell’IT ha detto che sanno tutti gli esperti del settore al telegiornale di Sky: la privacy sulle reti non esiste, basta avere i mezzi per violarla.

La signora é stata spiata sul telefono che usa da quando era una semplice militante del suo partito, un telefono normale. Ma questa ingenuitá non la commette nemmeno un camorrista di basso livello, i telefoni cifrati sono una misura minima per un capo di stato.
DOMANDA: signora, le é mai venuto in mente che su un telefono normale anche i suoi avversari plitici la possono ascoltare?

Se i suoi servizi segreti non l’hanno informata, puó farselo spiegare semplicemente da uno dei tanti investigatori privati che in Italia fanno affari spiando i figli di genitori ricchi e preoccupati o i coniugi di ipotetici cornuti. I suoi eventuali problemi di lingua, sono certo che verranno risolti, in Italia, da professionisti del settore esperti, e capaci di spiegarglielo anche in Tedesco.

Poi il fatto di essere spiati lo sapevamo giá da un paio di settimane, come mai Cancelliera, solo ora tutta questa indignazione? Il suo entourage è italicamente in arretrato nel leggere le rassegne stampa? Ma in realtá non credo che la Cancelliera Merkel sia cosí ingenua. Ricordo sempre la frase di Andreotti: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Allora torno alla precedente domanda: come mai solo ora tutta questa indignazione e determinazione? Come mai mette la questione, con questo impeto e d’improvviso, dopo aver sentito Obama al telefono (lo ha usato uno buono questa volta?), sul tavolo del Consiglio d’Europa?

Non sará per liberare quel tavolo dalla questione dell’immigrazione? Non sará per nascondere la mancanza di altrettanta determinazione sulla questione dei confini Europei? Giornali e TV avevano dato ampio spazio alle intenzioni Italiane di affrontare il tema. Il tema è semplice. L’Europa ci riprende perché la legge Bossi-Fini è dura con gli emigranti e noi che siamo Europa la dobbiamo cambiare. Ma non siamo piú Europa (secondo alcuni ministri tedeschi la questione degli sbarchi é un fatto interno italiano) quando si tratta di accollarsi le conseguenze economiche di un’accoglienza umana dei rifugiati.
Signora Merkel, tanto lo so che qualcuno dei suoi, pagaro per controllare, legge questo articolo. Ci risponda, cosa pensa dei confini dell’Europa? Quali sono? Lampedusa é dentro o fuori? Vuole mandare le navi tedesche a pattugliare i mari ai confini del Sud di quell’Europa che vuole comandare a bacchetta?

PS le mando un link

L’inglese lo conosco poco, ma l’Italiano lo capisco abbastanza

Oggi inizio un piccolo viaggio da solo. In due giorni arriverò in Francia in una località di montagna subito dopo il confine Piemontese. Quindi, vestito e carico di bagagli come un turista sono uscito di casa alle otto passando per metro, attese, stazioni, banchine. Tutti posti molto frequentati, soprattuto in questo periodo da turisti, spesso stranieri. Si riconoscono, oltre che per il loro abbigliamento e l’attrezzatura, per il modo con cui camminano e guardano in giro. Il turista è in vacanza ed è in un luogo nuovo, quindi cammina non per spostarsi, come fanno i lavoratori nel tragitto casa-ufficio, ma in modo funzionale per vedere il posto che lo circonda, per raccogliere tutte quelle informazioni visive che gli servono per orientarsi. Ne consegue che lo sguardo é diverso. Alla ricerca di un indizio o di un riferimento, per trovare l’indicazione, la direzione o per vedere particolarità e bellezze del posto.
Questa differenza è ben conosciuta da ladruncoli e borseggiatori che sanno subito individuare l’oggetto delle loro attenzioni.
Ed oggi anche io sono sceso in metropolitana con l’atteggiamento del turista. Però io, da turista in patria, non potevo non notare segni e particolari italici, che sfuggono al turista autentico. Si, perché al di là della lingua, ci sono comunicazioni in gesti e segni che solo l’esperienza di un nativo permette di distinguere ed interpretare per quello che sono.

20130720-115959.jpgEsco di casa e mi dirigo verso la stazione. In una via entrambe i marciapiedi sono impraticabili perché ci sono dei lavori di ripavimentazione. Fatti bene, scavi profondi eliminano gli avvallamenti e le buche, ampliano gli accessi alle fogne, sistemano ed aumentano gli spazi dedicati agli alberi esistenti e nuovi. Da poco prima delle elezioni per il sindaco sono iniziati questi lavori che, strada, per strada, trasformano in praticabili quei marciapiedi che da più di dieci anni erano trappole per anziani. La mia vicina di casa é solo una dei tanti che ho visto cadere che, dopo essersi rotta il femore, ha chiesto un risarcimento al Comune e si é vista concludere il procedimento giudiziaro con una sentenza che motivava il nulla di fatto dicendo che “lei doveva essere più attenta a dove metteva i piedi”. Quindi a parte le passate esperienza qualcosa sta cambiando. Mentre vedevo i tre operai al lavoro mi é venuto in mente un articolo dove si descriveva il modo in cui in Cina hanno costruito una strada di 200 km in due settimane. Con 2000 operai divisi in squadre su 200 camion attrezzati si posizionavano sul tracciato ed ogni giorno una squadra completava 150 metri di strada. Nel mio quartiere, prima passano a chiudere una strada con il nastro rosso e bianco che segnala il cantiere, dopo circa una settimana installano il gabinetto mobile di legge e in circa un mese terminano tutti i lavori restituendo il marciapiede di un isolato nuovo ed alberato.

20130720-115719.jpgScendo in metropolitana e trovo delle transenne che, da una parte limitano il passaggio ai passeggeri, e dall’altra formano una specie di gabbia come quelle per gli animali, dove all’interno ci lavora un operaio, lentamente, con le stesse movenze degli orsi bianchi allo zoo quando di estate soffrono il caldo. La nuova stazione della metro, appena aperta al pubblico, il giorno della prima pioggia rivelò quanto scivolosa e pericolosa fosse la pavimentazione appena fatta. Chissà con quale competenza, impegno e professionalitá gli architetti e i progettisti avranno scelto i materiali. Fatto sta che, arrivate le prime piogge dell’autunno il pavimento ricordava di più uno scivolo dell’Acquafan piuttosto che l’ingrasso della metro. Quindi apparvero le caratteristiche transenne e ci fu un intervento risolutivo: con un macchinario grattarono in modo irregolare il rivestimento appena posato. Si, si lo grattarono e in alcuni punti risaltava il grigio del cemento con sfumature crescenti del rosso del materiale di rivestimento. Bene oggi nella gabbia di transenne c’era un posatore che spalmava con cura ed attenzione, il nuovo rivestimento attorno alle luci incassate nel percorso pedonale. Evidentemente non aveva rivestito le luci con carta o plastica protettiva per evidenziare la sua abilità. Infatti ora, contando gli sbaffi del nuovo rivestimento rosso rimaste sulle lampade, si avrà memoria della sua destrezza come con una votazione dei giudici olimpici per la prestazione di un atleta.

Arrivato alla Stazione Tiburtina mi colpiscono subito gli inservienti delle Ferrovie disponibili per informazioni. Non é ironia, sono per lo più dei ragazzi gentili e ben disposti che si avvicinano ai turisti (anche loro hanno occhio a me non hanno chiesto nulla) per dare informazioni. Ad alcuni sono rimasto vicino per ascoltarli e, spesso, in un inglese sintetico, ma non improvvisato guidavano i disorientati di turno verso il binario o la biglietteria appropriati.
20130720-120146.jpg Devo dire che ho notato anche una porta chiusa con un nastro dove era scritto “luogo sottoposto a sequestro per procedimento penale” su due cartelli, forse per dare più solennità all’avvertimento. Ma l’ho notato di sfuggita perché mi sono diretto in bagno. L’ho trovato facilmente grazie alle indicazioni ed al carrello dell’inserviente delle pulizie che stazionava fuori. Sono entrato ed ho approfittato del posto, all’uscita il carrello era andato, forse a lasciare pulito allo stesso modo un’altro bagno. Unica nota stonata, la mancanza di qualsiasi dispositivo o distributore di fazzoletti che permettesse di asciugarsi le mani.

20130720-120840.jpg Invece una cosa curiosa era il telefonino, non proprio di ultima generazione e con dei pezzi attaccati con lo scotch, lasciato per terra nel corridoio appeso al suo alimentatore per ricaricarsi.

Finalmente sono partito sul treno verso il nord. Anche qui, benché io sia da molto un frequentatore dei treni, ho scoperto delle novità. Un lavoratore delle ferrovie percorre il treno per pulire e togliere eventuali segni di passeggeri ineducati o distratti.Oggi inizio un piccolo viaggio da solo. In due giorni arriverò in Francia in una località di montagna subito dopo il confine Piemontese. Quindi, vestito e carico di bagagli come un turista sono uscito di casa alle otto passando per metro, attese, stazioni, banchine. Tutti posti molto frequentati, soprattuto in questo periodo, da molti turisti spesso stranieri. Si riconoscono, oltre che per il loro abbigliamento ed attrezzatura, per il modo con cui camminano e guardano in giro. Il turista è in vacanza ed è in un luogo nuovo, quindi cammina non per spostarsi, come fanno i lavoratori nel tragittò casa-ufficio, ma in modo funzionale a vedere il posto che lo circonda, a raccogliere tutte quelle informazioni visive che gli servono per orientarsi. Ne consegue che lo sguardo é diverso. Alla ricerca di un indizio o di un riferimento, per trovare l’indicazione, la direzione o per vedere particolarità e bellezze del posto.
Questa differenza è ben conosciuta da ladruncoli e borseggiatori che sanno subito individuare l’oggetto delle loro attenzioni.
Ed oggi anche io sono sceso in metropolitana con l’atteggiamento del turista. Però io, da turista in patria, non potevo non notare segni e particolari italici, che sfuggono al turista autentico. Si, perché al di là della lingua, ci sono comunicazioni in gesti e segni che solo l’esperienza di un nativo permette di distinguere ed interpretare per quello che sono.

20130720-115959.jpgEsco di casa e mi dirigo verso la stazione. In una via entrambe i marciapiedi sono impraticabili perché ci sono dei lavori di ripavimentazione. Fatti bene, scavi profondi eliminano gli avvallamenti e le buche, ampliano gli accessi alle fogne, sistemano ed aumentano gli spazi dedicati agli alberi esistenti e nuovi. Da poco prima delle elezioni per il sindaco sono iniziati questi lavori che, strada, per strada, trasformano in praticabili quei marciapiedi che da più di dieci anni erano trappole per anziani. La mia vicina di casa é solo una dei tanti che ho visto cadere che, dopo essersi rotta il femore, ha chiesto un risarcimento al Comune e si é vista concludere il procedimento giudiziaro con una sentenza che motivava il nulla di fatto dicendo che “lei doveva essere più attenta a dove metteva i piedi”. Quindi a parte le passate esperienza qualcosa sta cambiando. Mentre vedevo i tre operai al lavoro mi é venuto in mente un articolo dove si descriveva il modo in cui in Cina hanno costruito una strada di 200 km in due settimane. Con 2000 operai divisi in squadre su 200 camion attrezzati si posizionavano sul tracciato ed ogni giorno una squadra completava 150 metri di strada. Nel mio quartiere, prima passano a chiudere una strada con il nastro rosso e bianco che segnala il cantiere, dopo circa una settimana installano il gabinetto mobile di legge e in circa un mese terminano tutti i lavori restituendo il marciapiede di un isolato nuovo ed alberato.

20130720-115719.jpgScendo in metropolitana e trovo delle transenne che, da una parte limitano il passaggio ai passeggeri, e dall’altra formano una specie di gabbia come quelle per gli animali, dove all’interno ci lavora un operaio, lentamente, con le stesse movenze degli orsi bianchi allo zoo quando di estate soffrono il caldo. La nuova stazione della metro, appena aperta al pubblico, il giorno della prima pioggia rivelò quanto scivolosa e pericolosa fosse la pavimentazione appena fatta. Chissà con quale competenza, impegno e professionalitá gli architetti e i progettisti avranno scelto i materiali. Fatto sta che, arrivate le prime piogge dell’autunno il pavimento ricordava di più uno scivolo dell’Acquafan piuttosto che l’ingrasso della metro. Quindi apparvero le caratteristiche transenne e ci fu un intervento risolutivo: con un macchinario grattarono in modo irregolare il rivestimento appena posato. Si, si lo grattarono e in alcuni punti risaltava il grigio del cemento con sfumature crescenti del rosso del materiale di rivestimento. Bene oggi nella gabbia di transenne c’era un posatore che spalmava con cura ed attenzione, il nuovo rivestimento attorno alle luci incassate nel percorso pedonale. Evidentemente non aveva rivestito le luci con carta o plastica protettiva per evidenziare la sua abilità. Infatti ora, contando gli sbaffi del nuovo rivestimento rosso rimaste sulle lampade, si avrà memoria della sua destrezza come con una votazione dei giudici olimpici per la prestazione di un atleta.

Arrivato alla Stazione Tiburtina mi colpiscono subito gli inservienti delle Ferrovie disponibili per informazioni. Non é ironia, sono per lo più dei ragazzi gentili e ben disposti che si avvicinano ai turisti (anche loro hanno occhio a me non hanno chiesto nulla) per dare informazioni. Ad alcuni sono rimasto vicino per ascoltarli e, spesso, in un inglese sintetico, ma non improvvisato guidavano i disorientati di turno verso il binario o la biglietteria appropriati.
20130720-120146.jpg Devo dire che ho notato anche una porta chiusa con un nastro dove era scritto “luogo sottoposto a sequestro per procedimento penale” su due cartelli, forse per dare più solennità all’avvertimento. Ma l’ho notato di sfuggita perché mi sono diretto in bagno. L’ho trovato facilmente grazie alle indicazioni ed al carrello dell’inserviente delle pulizie che stazionava fuori. Sono entrato ed ho approfittato del posto, all’uscita il carrello era andato, forse a lasciare pulito allo stesso modo un’altro bagno. Unica nota stonata, la mancanza di qualsiasi dispositivo o distributore di fazzoletti che permettesse di asciugarsi le mani.
20130720-120840.jpg
Invece una cosa curiosa era il telefonino, non proprio di ultima generazione e con dei pezzi attaccati con lo scotch, lasciato per terra nel corridoio appeso al suo alimentatore per ricaricarsi.

Finalmente sono partito sul treno verso il nord. Anche qui, benché io sia da molto un frequentatore dei treni, ho scoperto delle novità. Un lavoratore delle ferrovie percorre il treno per pulire e togliere eventuali segni di passeggeri ineducati o distratti.

Mettiamoci i nomiPut the names

E’ Stefano Dambruoso di Scelta Civica, eletto nella circoscrizione LOMBARDIA 1, che ha fatto la proposta di legge N.1165 per imporre l’obbligo di rettifica per blog e siti da pubblicare entro 48 ore dalla richiesta “in testa alla pagina, prima del corpo dell’articolo, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Chi non rispettasse il provvedimento, incorrerebbe in una multa tra gli 8mila e i 16mila euro. Questo a prescindere che siano o meno testate giornalistiche.

E’ bello vedere un Onorevole, che non può nemmeno essere fotografato o ripreso nell’esercizio delle sue funzioni durante le sedute pubbliche, prodigarsi per riportare la serenità laddove blogger e web hanno fatto disastri e scempio perché l’Onorevole Dambruoso ritiene che  “ridurre l’attività dei blogger ad una scampagnata innocente e inoffensiva sarebbe solo ipocrita e contro ogni realtà“. Almeno è quanto riporta l’articolo di Data Manager Online. Ma Onorevole, faccia capire a me ed ai suoi elettori, lei è un membro della II Commissione (Giustizia) e crede veramente che questa sia una priorità del il nostro Paese per avere una Giustizia più efficente e più moderna? E poi non ho capito: in quale sede si decide se le informazioni che pubblico sono “inesatte o diffamatorie” ?

La dico diversamente come spesso sento spiegare certe tesi nel nostro ambiente di lavoro: “Se avesse solo un’euro da spendere per migliorare la giustizia, veramente lo impiegherebbe per questa causa?”. Vedo che questa è la sua prima proposta di legge come primo firmatario, ma lei poi ha altri “euro” per stupirci?Is Stefano Dambruoso of Scelta Civica,elected in the district of LOMBARDIA 1, who made the law proposal N.1165 to impose an obligation to correct for blogs and sites to be published within 48 hours of request “on top of the page, before the body of the article, with the same graphic characteristics, the same access methodology to the site and the same visibility of the news which they refer”. Who does not comply with the measure, would incur a fee of between 8 thousand and 16 thousand euro. This is regardless of whether or not they are registered asnewspapers.

It’s nice to see an Onorevole (is a word like Sir in UK), that can not even be photographed or filmed in the exercise of his duties even if during the public sessions, that put such efforts to bring back the serenity where bloggers and webmasters made ​​disasters and caos. Because the Onorevole Dambruoso believes that “reduce the activities of bloggers to an innocent picnic and harmless would only be hypocritical and against all reality”. At least that’s what the article shows in Data Manager Online. But Sir, do understand me and to his constituents, she is a member of Commission II (Justice) and truly believe that this is a priority for our country to have a justice more efficient and more modern? And I do not understand, at which level you decide if the information that I public are “inaccurate or defamatory”?

I say this concept with other words, in the same way I hear in my work environment: “If he had one euro only to spend for improve the justice, you really would spend it for this cause?”. I see that this is his first law proposed as the first signatory, but you also have other “euro” to surprise us?

Josefa Idem si scusa, ma è uno spettacolo già vistoJosefa Idem apologizes, but this is an already seen show


A seguito delle accuse mosse al Ministro Josefa Idem, la stessa ha fatto una conferenza stampa dove fornisce la sua versione, si scusa, dice che riparerà e non parla di dimettersi. Sinceramente, è un copione già percorso da altri negli ultimi anni. Vediamo bene come sono i fatti. Da quello che ho capito, il risultato di alcuni accrtamenti è stato che il Ministro Josefa Idem non abbia pagato l’ICI dal 2008 al 2011 ed abbia costruito iuna palestra con delle irregolarità edilizie.
Questo a suscitato un ondata di sdegnate polemiche con toni accesi, forti e spesso volgari, fino a chiederne le dimissioni. quindi il ministro a ritenuto opportuno spiegare pubblicamente cosa è avvenuto, perché e scusarsi.
Ora elucubrare sul cosa è avvenuto mi interessa poco, ma francamente il suo è stato un messaggio simile agli altri sentiti in precedenza ed un’occasione persa per mostrare delle caratteristiche differenti di una nuova classe politica. Le spiego perché questa mia opinione.

Nei circa 4 minuti di messaggio il primo minuto lo ha impiegato a ricordarci che “le parole vanno usate con cognizione di causa e responsabilità, si dice che le parole sono come pietre e questa volta sono state pietre scagliate contro di me con una brutalità ed inaudita violenza” e che Sefi è il diminutivo che le ha dato sua sorella quando da piccola non sapeva pronunciare il suo nome.
Ha ragione le parole usate contro di lei, ripeto, sono state volgari, sproporzionate e mostrano solo la pochezza di chi le ha pronunciate. Ma comunque, Ministro, io vorrei una classe politica in grado di districarsi tra i macigni delle crisi internazionali e le mostruosità prodotte dalla crisi economica. Non che vacilli per due pietre-parole tirate dalla parte avversa: mi ricorda un certo D’Alema che querelava Forattini per una vignetta chiedendo risarcimenti favolosi.

Successivamente, per 1 minuto e 40 secondi, ci ricorda i suoi successi d’atleta, le sue vittorie, i suoi sacrifici, le sue medaglie. Ma perché? Pensa che un passato simile sia sufficente per far parte con autorevolezza della classe politica? Allora mi devo aspettare Totti Vicepresidente del Senato? Io avevo capito che lei lo stessometodo per costruire un risultato d’eccellenza e l’aver imparato a lavorara in squadra” lo voleva usare per una differente attività: quella politica. Conclude questa parte dicendo che non ha “imparato a fare la commercialista, la geometra o l’ingeniera“. Su questo la tranquillizzo io, nemmemo la maggior parte degli Italiani che hanno pagato le tasse o fatto ristrutturazioni a casa lo ha imparato, ma si destregga tra leggi, norme e regolamenti fatti dalla classe politica a cui Lei ha deciso di contribuire dopo il suo prestigioso passato atletico.

Arrivati a 3 minuti ci spiega che, visti i suoi impegni da sportiva, ha “delegato tutte le sue questioni amministrative, quelle fiscali e quelle edili a persone a me vicine ed ai professionisti del caso […] con l’indicazione che tutto sia fatto a regola d’arte e nel rispetto della legge“. E’ ineccepibile e comprensibile, per un atleta serio, questo genere di delega. Ed ineccepibile e corretta è la sua affermazione che conferma che “ci sono state delle irregolarità e ritardi“. Poi prosegue dicendo “Me ne assumo tutte le responsabilità come qualunque cittadino e sanerò ciò che sarà da sanare. Non sono una cittadina infallibile, ma sono una persona onesta e non permetterò a nessuno di dubitarne” e conclude dicendo che vuole continuare ad impegnarsi per il bene del nostro Paese.

Qui non và proprio! Come dice lei le parole vanno usate con cognizione di causa. Non volgio dubitare della sua onestà, ma lei non è un qualunque cittadino. Valentino Rossi è un campione mal amministrato, che come qualunque cittadino che non ha pagato le tasse  ha pagato delle ammende o sanzioni. Ma proprio come un qualunque cittadino nessuno gli ha chiesto di dimettersi dalle corse!

Lei è un Ministro, mi rappresenta e mi governa, vorrei che, non per una legge nè per una norma, ma per etica lei si dimettesse. Perché se lei ammette che ha fatto delle irregolarità, sul’ICI o cose simili, affidandosi a persone che hanno dimostrato di non comportarsi “a regola d’arte”, come ministro cosa potrebbe provocare il suo comportamento se continuasse a scegliere le persone con lo stesso criterio? Il suo gesto di dimissioni poi influenzerà quelli che vengono dopo di lei. Che forse si preoccuperanno un po’ di più di avere un passato “modello”.

Ministro parlo di etica, di comportamento, di buon senso non di leggi, quindi è sua la decisione, ma è di altri il giudizio.

Poi c’è una cosa che non mi và giù. Quando ci si sposa in chiesa ti fanno fare un corso prematrimoniale. Prima di fare la comunione devi avere l’anima senza peccato come dopo una confessione. Gli atleti prima di una prova fanno una preparazione specifica per verificare le proprie condizioni. Ma a lei che aveva deciso di fare politica (e penso una politica nuova e differente) perché non ha chiamato un secondo commercialista per verificare i suoi ultimi 5 anni e sanare PRIMA queste cose? Forse avrebbe speso degli altri soldi, ma la sua immagine da politico sarebbe stata più vicina a quella in cui esulta su una canoa per una vittoria e non quella, già vista e rivist, di un politico in conferenza stampa che si scusa per l’ennesima marachella scoperta.

Peccato, un’occasione persa.

Femminicidio, elezioni, c’é tanta differenza?Femicide, elections, is there much difference?

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Questi giorni le televisioni ed i giornali sono pieni di commenti sull’ultima tornata elettorale. Assenteismo, ballottaggi, il risultato del Movimento Cinque Stelle e conseguenti equilibri di governo, sono i temi che riempiono i dibattiti.
Penso che la scarsa partecipazione al voto, riconosciuta da tutti, è l’elemento attorno a cui si sviluppano le opinioni e le tesi più disparate. “Le amministrative coinvolgono meno le persone”, “Domenica c’era la partita”, “Gli italiani sono stufi anche dell’anti-politica”, “Le proposte del partito XX non hanno interessato più di tanto”.
Il giorno 28 Maggio si è discussa, in Parlamento, la legge sul femminicidio. È une reato odioso perché è un omicidio e nessuna società che si vuole chiamare civile può ammettere o permettere l’uccisione di una persona. Ma è particolarmente odioso perché colpisce persone in quanto donne (mogli, figlie, fidanzate, amanti, etc.). Se consideriamo la sua entità, rispetto al reato corrispondente dove le vittime sono persone in quanto uomini (mariti, figli, fidanzati, amanti, etc.) è evidente la disparità di numero e di frequenza. Questa disparità non è altro che l’espressione di una mentalità non adeguata ad una società civile, di un etica diffusa che evidenzia tutte le sue carenze ed inadeguatezze.
aulacamera 29 MaggioHo trovato solo sul Corriere della Sera una foto che mostrava l’aula del Parlamento durante la discussione: vuota. Ho cercato la foto su internet, ma ho trovato solo questa, evidentemente scattata da un Parlamentare. È una singolarità dei nostri politici: sebbene le sedute siano pubbliche, non si possono fare delle foto; come nei musei.
Si, perché nei musei si paga il biglietto per vedere le opere esposte, ma il museo si conserva il diritto di riproduzione per fare un po’ di soldi con manifesti e merchandising. Ora, detto che non mi sembra ci sia un gran mercato per i poster dei nostri politici e che non vedo molti indossare magliette con le loro foto, non riesco a capire cosa hanno da nascondere dei loro comportamenti o atteggiamenti durante delle sedute pubbliche.
Ma forse si, perché non sentirsi coinvolti in una discussione sul femminicidio è anche questo un comportamento che contribuisce alla povertà d’etica e, in fondo in fondo, se ne vergognano.
Forse è lo stesso motivo per cui gli italiani si rifiutano di votare dei rappresentanti che, a prescindere da vicende giudiziare vere o presunte, dimostrano ininterrottamente mancanza di etica e tradiscono puntualmente anche le minime aspettative.
Suggerirei a tutti i politici ed aspiranti tali, di fare un esame personale sulla propria etica, prima di cercare altrove motivazioni di un assenteismo che, nessuno vuole ammettere, nasce dal disgusto.20130529-145941.jpg
These days, television and newspapers are filled with comments on the last election. Absenteeism, ballots, the outcome of the “Movimento 5 Stelle” and consequent Government balances, are the main topics of the debates.
I think that the lack of participation in the voting, recognized by all, is the element around which opinions and more disparate views are developed . ‘The administrative involve fewer people than national’, ‘On Sunday there was the Roma-Lazio soccer game’, ‘The italians are also tired of the anti-politics’, ‘The proposals of the party XX have not interested too much’.
On May 29 we discussed in the House of Parliament, the law on femminicidio on the ratification of the Convention of Istanbul . The “femminicidio” is an odious offens because it is a murder and none of the nations you want to call civil, may allow or permit the killing of a person. But it is particularly odious because it hits people in so far as women (wives, daughters, girlfriends, lovers, etc. ).
If we consider its entity, in relation to the opposite offense, where victims are persons as men (husbands, sons, boyfriends, lovers, etc. ) it is evident the disparity in number and frequency. This disparity is only the expression of a mentality not adequate for a civil society, an ethical widespread that highlights all the weaknesses and inadequacies.
aulacamera 29 MaggioI found only on the Corriere della Sera a photo showing the house of the Parliament during the debate: empty. In internet I found only this photo taken by a member of the Parliament. Because it is a singularity of our politicians: although the meetings are public, you may not make pictures; such as in museums.
Yes, because in the museums, you pay for the ticket to see the exhibited works, but the museum will keep the right to copy and make money with posters and merchandising. Now, said that I do not think that there is a large market for the poster of our politicians and that i don’t see many wear shirts with their pictures, i can’t understand what they have to hide their behavior or attitudes during the public meetings.
But maybe you are, because it does not feel personally involved in a discussion on femminicidio and also this is a behavior that contributes to poverty of ethics and, in the bottom, they are ashamed.
Maybe it’s the same reason why the Italians refuse to vote for representatives who, regardless of real or alleged judicial affairs, continuously demonstrate lack of ethics punctually and betray even the minimal expectations. I would recommend to all politicians and would-be, to make a personal examination on ethics before they look elsewhere for reasons of absenteeism that, nobody wants to admit, comes from disgust.

Ma siamo sullo stesso piano?

VDR BlackGlass Framed NeonBlue

Alla trasmissione “il Ruggito del Coniglio” oggi hanno parlato di Marco Botta, del partito Fratelli d’Italia. E’ un consigliere Regionale del Piemonte coinvolto nelle indagini della Procura sull’impiego dei fondi dei gruppi consiliari. Il bello è che che l’On.Botta (mi sembra che si debbano chiamare così gli appartenenti ai Consigli Regionali) convocato dalla Procura si è avvalso della facoltà di non rispondere ed ha consegnato una memoria difensiva dove afferma che “Gli abiti, il parrucchiere, la manicure e la doccia solare sono ‘servizi alla persona per esigenze di rappresentanza’ ed e’ per questo che sono state pagate attingendo dai fondi del proprio gruppo consiliare“. Si, si l’On.Botta che ha presentato un’interrogazione al Consiglio Regionale perché “Il Monferrato ha le carte in regola per divenire zona franca fiscale”.

Non so se in una società dell’immagine come la nostra quello che sostiene l’On.Botta sia giusto o no. Ma l’On.Botta dovrebbe spiegare, a chi l’ha votato, perché ritiene più giusto impiegare fondi pubblici per questioni di immagine legate alla sua persona quando, siamo in tempi in cui si annulla la festa della Polizia per risparmiare fondi pubblici. Si di lavoratori che rischiano anche la vita per molti soldi di meno di quanto prende l’On.Botta.

Gli uomini nuovi per l’EuropaEurope new men

Bossi Yacht 02Sul tema “Innovazioni tecnologiche e sviluppo industriale”, nella conferenza organizzata a Gardone Riviera dalla Federazione dei Cavalieri del Lavoro, un relatore (ndr) ha detto che: «… nelle innovazioni tecnologiche c’è il futuro dell’Europa e non bisogna considerare le elezioni europee come occasione per verificare o “regolamento dei conti” tra i partiti o correnti di partito…».

Solo ipotizzare la competizione elettorale europea come un “regolamento di conti” tra i partiti, oltre al significato di severa condanna che tale espressione comporta , mortifica ogni speranza per l’Europa unita. Con una classe politica da “regolamento dei conti” è soltanto possibile una collusione campanilistica tra i signori neofeudatari, vassalli a nomina del popolo sovrano, inamovibili per generazioni secondo una nuova apocrifa legge salica. Una tale classe politica, incapace a percepire le accelerazioni storiche, che oggi trasformano a velocità crescente configurazioni sociali e situazioni geopolitiche mondiali, e che fa riferimento ad esperienze proprie lontane anni-luce dalla realtà odierna, non potrà capire le esigenze nuove del presente, le sfide degli anni futuri e non saprà inserirsi in una dimensione costruttiva europea.

Per l’Europa unita servono nuove generazioni di giovani politici maturati con incarichi di crescente responsabilità operativa in settori produttivi nazionali ed esteri; che conoscano due, tre lingue e siano franchi da obblighi di riconoscenza verso partiti da “regolamento dei conti”.

La Stampa 17 Maggio 1984 B.Della Rossa
(il relatore era l’Avv. Gianni Agnelli)
Bossi Yacht 02On the theme “Technological innovations and industrial development”, in a conference in Gardone Riviera held by the Italian “Federazione dei Cavalieri del Lavoro”, a speaker (ED) said that: «… in the technological innovation is the future of Europe and we should not consider the elections (european ones) as an opportunity to verify or “settlement of accounts” between the parties or party currents …». Just imagine the European electoral competition as a “settling of accounts” between the parties, as well as to the meaning of that expression condemns serious acts, mortifies any hope for a United Europe. With a political class from “settling of accounts” is only possible collusion between the  neo-landowners, parochial, vassal appointed by the vote of the sovereign people, irremovable for generations, according to a new apocryphal Salic law. Such a political class, unable to perceive historical acceleration, that today turns to speed social configurations and growing geopolitical situations in the world, and that refers to its distant experiences light-years from today’s reality, cannot understand the new needs of the present, the challenges of future years and couldn’t fit into a constructive European dimension. For a United Europe we need new generations of young politicians matured with positions of increasing responsibility in domestic and foreign productive sectors; they have to know two, three languages and be free from thankfulness to the parties that are benn built on “settling of accounts”.

La Stampa 17 Maggio 1984 B.Della Rossa
(the speaker was  l’Avv. Gianni Agnelli)

Pompei crolla, ma lo spettacolo continua

] La racconto come una favola, quindi devo far tornare qualcosa. I fatti sono romanzati, ma i link sono terribilmente veri…….. Se avete tempo è un percorso informativo singolare. Mi raccomando se non volete leggere tutto il post guardatevi il filmato di 3 minuti, non c’entra nulla con la favola, ma fa riflettere!
Pompei era il posto dove si trovavano tante antichità, testimoni della vita di circa 2000 anni prima. Più del tempo, l’indifferenza e la noncuranza della Nazione in cui si trovavano, le stavano mandando in rovina. Testimoni di culture passate e radici della cultura presente, il destino le aveva affidate a dei Nobili governatori che andavano in giro a dire “con la cultura non si mangia”. Alcuni cittadini si scandalizzavano. Altri, che non vivevano li vicino, dicevano che era colpa di chi ci abitava intorno, si faceva mantenere con i soldi che il governo gli mandava e non concludeva nulla quindi dovevano mandar loro meno soldi. Ma tutti, dopo le loro considerazioni, tornavamo a fare quello che facevano di solito: badavano ai fatti loro. Intanto crollavano dei pezzi di queste antichità ogni volta che veniva giù qualche goccia di pioggia più del normale. D’altronde erano tempi in cui un po’ d’acqua in più, o qualche fiocco di neve caduto dove di solito non cadeva, facevano paralizzare masse di persone per giorni. Intanto i governanti si chiedevano perplessi cosa fare e, cosa ritenuta più importante, a chi si poteva attribuire la colpa. Serviva per dimostrare che la loro inattività era, comunque, incolpevole.

Ma questa situazione non poteva continuare così a lungo. I popoli degli altri paesi, che invidiavano questa nazione per i suoi tesori antichi, iniziavano a scuotere il capo. I Nobili governanti si dissero allora che dovevano mostrar loro di far qualcosa. Per risolvere la situazione fecero una cosa molto in uso allora: nominarono apposta un Nobile Conte Archeologo e loro chiamarono “Commissario Straordinario del Sito Archeologico”. Nessuno lo disse, ma in cuor loro i Nobili governanti furono molto contenti. Infatti la particolarità del Nobile Conte gli permetteva di spendere i soldi per questi motivi straordinari senza troppe spiegazioni, e poi se qualcosa andava storto potevano sempre far ricadere su di lui la colpa. Il Nobile Commissario iniziò subito il suo lavoro, armato dello stesso entusiasmo con cui si era impegnato in altre attività simili.

In quei tempi un’altro Nobile Conte dello Spettacolo era stato nominato anche lui “Commissario”. Era il Nobile Conte di un’altro posto un po’ meno antico, ma non per questo meno invidiato dai popolo vicini, con il nome di un cibo che piaceva molto ai bambini: le patatine S.Carlo. Nome a parte, il posto era famoso perchè ci si tenevano degli spettacoli tanto belli che venivano a vederli da lontano, anche le persone delle Nazioni vicine ed invidiose. Questo posto veniva chiamato Teatro.
Ora il Nobile Conte dello Spettacolo si mise d’accordo, con il Nobile Conte Archeologo, per fare degli spettacoli in mezzo alle antichità. Voi direte, ma se il Nobile Conte dello Spettacolo aveva un Teatro ed il Nobile Conte Archeologo doveva sistemare le antichità che bisogno c’era di fare gli spettacoli in mezzo alle antichità? Perchè tra le antichità c’era un posto chiamato Teatro Grande ed anche lì, circa duemila anni prima, ci si tenevano degli spettacoli.
In tempi normali sarebbe stato di sicuro una cosa suggestiva e, comunque accresceva l’invidia dei popoli vicini che non avevano queste possibilità. Però in una situazione di emergenza come quella non c’erano soldi disponibili. Allora il Nobile Conte Archeologo con i suoi poteri straordinari decise di affidare l’incarico di allestire il Teatro Grande per lo spettacolo ad una Gilda di artigiani dal nome Cacace srl. Srl significava che la Gilda aveva una responsabilità limitata; ossia se avesse fatto imbrogli, danni o pasticci e non aveva nessuna copertura assicurativa, poteva rifondere i danneggiati solo con i talleri (la moneta di allora) che avevano messo i membri della Gilda quando l’avevano fondata; questo patrimonio poteva essere di qualsiasi valore, però visto che, per legge, il minimo era di 10.000 talleri tutti mettevano (e rischiavano) il minimo. Ora perché tutti quei tesori antichi dovessero essere affidati ad una società che, per definizione, aveva un responsabilità limitata, invece che ad altre più grandi e con esperienza, nessuno venne a chiederlo proprio perché il Nobile Archeologo aveva dei poteri straordinari. Assegnò più di 11 milioni di talleri alla Gilda per ristrutturare il Teatro Grande, ma anche per montare e smontare le impalcature dello spettacolo che fu, appunto, spettacolare. Quindi i due Nobili Conti si potevano vantare di quello che avevano fatto ed erano contenti. Gli altri Nobili colpiti dai successi diedero ulteriori incarichi ai due Nobili Conti. Altre Gilde poterono lavorare ed erano contente, anche se un po’ di soldi dei lavori che facevano li davano indietro ai Nobili che li avevano commissionati. Qualche cittadino poteva lavorare nelle Gilde e, anche se siaccorgeva di qualcosa badava ai fatti suoi.
Ma continuando a lavorare così, in due anni, il Nobile Conte Archeologo riuscì a spendere 79 milioni di talleri, ma di questi ne impiegò proprio pochi per le antichità.

Per quanto quelli erano periodi dove i governanti facevano quello che gli andava di fare ed i cittadini si occupavano ciascuno dei fatti propri, la cosa diventò troppo evidente. Un importante Poliziotto dei Magnifici, che a quei tempi per comodità veniva chiamato PM, passò una domenica con la sua famiglia da quelle parti. Sua figlia gli chiese “perché tutti questi pezzi antichi sono lasciati così allo sfacelo? Non ci pensa nessuno a sistemarli e proteggerli?”, “Certo”, le rispose il padre, “c’è un Nobile Conte che sta facendo proprio questo”. Ma in cuor suo anche lui, come tutti i visitatori del posto antico, pensò che era troppo lasciato alla malora. Così il giorno dopo si informò su quanti talleri avessero dato al Nobile Conte per proteggere le antichità e, saputa la cifra, indagò scoprendo che il Nobile Conte quei soldi li aveva sperperati per molte cose, ma quasi mai per proteggere le antichità.

Visita Marcello Fiori  SOR 0010

Un Nobile Commissario Archeologo di quei tempi

Allora emanò un editto in cui si diceva che si arrestava il Capo della Gilda ed alcuni suoi collaboratori e che la Gilda non avrebbe potuto più lavorare per nessun Nobile. Il Nobile Conte Archeologo già non faceva più quel lavoro, ma non gli furono nemmeno tolti gli altri incarichi che aveva. In fondo anche il Poliziotto dei Magnifici era un Nobile e non poteva andare subito così contro ad un’altro Nobile. Quindi all’inizio solo i membri della Gilda ci rimisero, anche se tutti si immaginavano che i soldi presi dalla Gilda fossero andati un po’ anche ai due Nobili.

Come finì questa storia non si sa. Si pensa che a quei tempi la documentazione di queste cose venisse archiviata in fasi: i documenti dell’inizio delle indagini erano messi tutti in un archivio, mentre quelli relativi alla fine delle indagini tutti in un’altro. Deve essere successo un disastro od una calamità che ha distrutto il secondo archivio. Solo così è possibile spiegare il perché, di quegli anni passati alla Storia come gli “anni illogici”, non si sa nulla di come finissero queste indagini. Evidentemente sono giunti a noi solo i documenti del primo archivio. La racconto come una favola, quindi devo far tornare qualcosa. I fatti sono romanzati, ma i link sono terribilmente veri…….. Se avete tempo è un percorso informativo singolare. Mi raccomando se non volete leggere tutto il post guardatevi il filmato di 3 minuti, non c’entra nulla con la favola, ma fa riflettere!
Pompei era il posto dove si trovavano tante antichità, testimoni della vita di circa 2000 anni prima. Più del tempo, l’indifferenza e la noncuranza della Nazione in cui si trovavano, le stavano mandando in rovina. Testimoni di culture passate e radici della cultura presente, il destino le aveva affidate a dei Nobili governatori che andavano in giro a dire “con la cultura non si mangia”. Alcuni cittadini si scandalizzavano. Altri, che non vivevano li vicino, dicevano che era colpa di chi ci abitava intorno, si faceva mantenere con i soldi che il governo gli mandava e non concludeva nulla quindi dovevano mandar loro meno soldi. Ma tutti, dopo le loro considerazioni, tornavamo a fare quello che facevano di solito: badavano ai fatti loro. Intanto crollavano dei pezzi di queste antichità ogni volta che veniva giù qualche goccia di pioggia più del normale. D’altronde erano tempi in cui un po’ d’acqua in più, o qualche fiocco di neve caduto dove di solito non cadeva, facevano paralizzare masse di persone per giorni. Intanto i governanti si chiedevano perplessi cosa fare e, cosa ritenuta più importante, a chi si poteva attribuire la colpa. Serviva per dimostrare che la loro inattività era, comunque, incolpevole.

Ma questa situazione non poteva continuare così a lungo. I popoli degli altri paesi, che invidiavano questa nazione per i suoi tesori antichi, iniziavano a scuotere il capo. I Nobili governanti si dissero allora che dovevano mostrar loro di far qualcosa. Per risolvere la situazione fecero una cosa molto in uso allora: nominarono apposta un Nobile Conte Archeologo e loro chiamarono “Commissario Straordinario del Sito Archeologico”. Nessuno lo disse, ma in cuor loro i Nobili governanti furono molto contenti. Infatti la particolarità del Nobile Conte gli permetteva di spendere i soldi per questi motivi straordinari senza troppe spiegazioni, e poi se qualcosa andava storto potevano sempre far ricadere su di lui la colpa. Il Nobile Commissario iniziò subito il suo lavoro, armato dello stesso entusiasmo con cui si era impegnato in altre attività simili.

In quei tempi un’altro Nobile Conte dello Spettacolo era stato nominato anche lui “Commissario”. Era il Nobile Conte di un’altro posto un po’ meno antico, ma non per questo meno invidiato dai popolo vicini, con il nome di un cibo che piaceva molto ai bambini: le patatine S.Carlo. Nome a parte, il posto era famoso perchè ci si tenevano degli spettacoli tanto belli che venivano a vederli da lontano, anche le persone delle Nazioni vicine ed invidiose. Questo posto veniva chiamato Teatro.
Ora il Nobile Conte dello Spettacolo si mise d’accordo, con il Nobile Conte Archeologo, per fare degli spettacoli in mezzo alle antichità. Voi direte, ma se il Nobile Conte dello Spettacolo aveva un Teatro ed il Nobile Conte Archeologo doveva sistemare le antichità che bisogno c’era di fare gli spettacoli in mezzo alle antichità? Perchè tra le antichità c’era un posto chiamato Teatro Grande ed anche lì, circa duemila anni prima, ci si tenevano degli spettacoli.
In tempi normali sarebbe stato di sicuro una cosa suggestiva e, comunque accresceva l’invidia dei popoli vicini che non avevano queste possibilità. Però in una situazione di emergenza come quella non c’erano soldi disponibili. Allora il Nobile Conte Archeologo con i suoi poteri straordinari decise di affidare l’incarico di allestire il Teatro Grande per lo spettacolo ad una Gilda di artigiani dal nome Cacace srl. Srl significava che la Gilda aveva una responsabilità limitata; ossia se avesse fatto imbrogli, danni o pasticci e non aveva nessuna copertura assicurativa, poteva rifondere i danneggiati solo con i talleri (la moneta di allora) che avevano messo i membri della Gilda quando l’avevano fondata; questo patrimonio poteva essere di qualsiasi valore, però visto che, per legge, il minimo era di 10.000 talleri tutti mettevano (e rischiavano) il minimo. Ora perché tutti quei tesori antichi dovessero essere affidati ad una società che, per definizione, aveva un responsabilità limitata, invece che ad altre più grandi e con esperienza, nessuno venne a chiederlo proprio perché il Nobile Archeologo aveva dei poteri straordinari. Assegnò più di 11 milioni di talleri alla Gilda per ristrutturare il Teatro Grande, ma anche per montare e smontare le impalcature dello spettacolo che fu, appunto, spettacolare. Quindi i due Nobili Conti si potevano vantare di quello che avevano fatto ed erano contenti. Gli altri Nobili colpiti dai successi diedero ulteriori incarichi ai due Nobili Conti. Altre Gilde poterono lavorare ed erano contente, anche se un po’ di soldi dei lavori che facevano li davano indietro ai Nobili che li avevano commissionati. Qualche cittadino poteva lavorare nelle Gilde e, anche se siaccorgeva di qualcosa badava ai fatti suoi.
Ma continuando a lavorare così, in due anni, il Nobile Conte Archeologo riuscì a spendere 79 milioni di talleri, ma di questi ne impiegò proprio pochi per le antichità.

Per quanto quelli erano periodi dove i governanti facevano quello che gli andava di fare ed i cittadini si occupavano ciascuno dei fatti propri, la cosa diventò troppo evidente. Un importante Poliziotto dei Magnifici, che a quei tempi per comodità veniva chiamato PM, passò una domenica con la sua famiglia da quelle parti. Sua figlia gli chiese “perché tutti questi pezzi antichi sono lasciati così allo sfacelo? Non ci pensa nessuno a sistemarli e proteggerli?”, “Certo”, le rispose il padre, “c’è un Nobile Conte che sta facendo proprio questo”. Ma in cuor suo anche lui, come tutti i visitatori del posto antico, pensò che era troppo lasciato alla malora. Così il giorno dopo si informò su quanti talleri avessero dato al Nobile Conte per proteggere le antichità e, saputa la cifra, indagò scoprendo che il Nobile Conte quei soldi li aveva sperperati per molte cose, ma quasi mai per proteggere le antichità.

Visita Marcello Fiori  SOR 0010

Un Nobile Commissario Archeologo di quei tempi

Allora emanò un editto in cui si diceva che si arrestava il Capo della Gilda ed alcuni suoi collaboratori e che la Gilda non avrebbe potuto più lavorare per nessun Nobile. Il Nobile Conte Archeologo già non faceva più quel lavoro, ma non gli furono nemmeno tolti gli altri incarichi che aveva. In fondo anche il Poliziotto dei Magnifici era un Nobile e non poteva andare subito così contro ad un’altro Nobile. Quindi all’inizio solo i membri della Gilda ci rimisero, anche se tutti si immaginavano che i soldi presi dalla Gilda fossero andati un po’ anche ai due Nobili.

Come finì questa storia non si sa. Si pensa che a quei tempi la documentazione di queste cose venisse archiviata in fasi: i documenti dell’inizio delle indagini erano messi tutti in un archivio, mentre quelli relativi alla fine delle indagini tutti in un’altro. Deve essere successo un disastro od una calamità che ha distrutto il secondo archivio. Solo così è possibile spiegare il perché, di quegli anni passati alla Storia come gli “anni illogici”, non si sa nulla di come finissero queste indagini. Evidentemente sono giunti a noi solo i documenti del primo archivio.

Proposta shock: tutti d’accordo nel mettere le mani nelle tasche degli Italiani (ma io non capisco mai)

Lascio ad altri il dibattito sui contenuti della proposta fatta ieri da Berlusconi, ognuno si formi le proprie idee con le informazioni e nel modo che ritiene più opportuno. Voglio condividere le mie considerazioni sul “percorso comunicativo” dell’evento e su una parte a chi é stata messa la sordina in modo singolare.
A me da fastidio; quando ascolto mi metto in modalitá “assimilante” alzo le antenne e cerco di comprendere i contenuti di chi parla dal suo punto di vista, non filtrandole con le mie opinioni.
In questa azione di ascolto attento mi é sembrato di capire una cosa incredibile, quindi oggi sono andato alla ricerca del video dell’evento per riascoltarlo. Prima sorpresa: non sono stato capace di trovarlo. È praticamente inesistente la versione integrale su internet.
Il primo posto è stato il sito del Popolo delle Libertà, ma vi ho trovato solo un risicato video di 3 minuti che ritagliano giusto la frase del taglio e restituzione dell’IMU.
Poi è stato il turno di Youtube, dove sono stato un po’ più fortunato. Ho trovato il video parziale, ma con il passaggio che mi interessava riascoltare. Del video intero, nulla; mistero mediatico.
Questa totale assenza è cacofonica rispetto al gran coro di commenti che ci sono. Come dire tutti stanno a commentare un film che è andato perso e nessuno può più vedere. Quindi dovete fidarvi di noi che l’abbiamo visto….. Proprio singolare.
Ma parliamo del passaggio che mi ha stupito, quello della copertura del rimborso IMU. Il nostro possibile futuro Ministro dell’economia ha detto (min 11:10 del video): “per la copertura finanziaria, quindi, di questa operazione, abbiamo individuato una soluzione che, non solo garantirà molte più risorse, ma che anch’essa direi ha una forza simbolica eloquente. E cioè l’accordo con la Svizzera, che abbiamo lungamente trattato durante il tempo del nostro ultimo governo. Un accordo che è stato realizzato anche da molti altri stati, tra l’altro la Gran Bretagna, la Germania, l’Austria. Un accordo cioè per la tassazione delle attività finanziarie detenute in Svizzera da cittadini Italiani. Il gettito previsto da questo accordo è una tantum, la prima volta, di 25-30 miliardi. Quindi assolutamente capiente rispetto ai 4 miliardi che dobbiamo restituire. E poi da questo accordo lo Stato ricaverà 5 miliardi all’anno come flusso a regime dell’accordo. In attesa della sottoscrizione dell’accordo la liquidità potrà essere anticipata dalla Cassa Depositi e Prestiti, previo accordo stilato sul modello di quello che è stato già sperimentato in occasione del recente Terremoto in Emilia. Per quanto riguarda invece la copertura strutturale, cioè che si ripete ogni anno, per l’eliminazione definitiva dell’IMU, anche questo 4 miliardi all’anno, abbiamo già indicato che si provvederà mediante una revisione delle assise (ma forse intendeva delle accise? nda) sui giochi, sull’Lotto, sulle scommesse, sui tabacchi. Abbiamo già preparato il disegno di legge che prevede un piccolo aggravio di imposte su questi prodotti non di prima necessità. Lo approveremo anche questo contemporaneamente alla deliberazione della cancellazione definitiva dell’IMU per i prossimi anni. Quindi come mi pare evidente si tratta di una misura senza aggravi per lo Stato, utilissima per ogni famiglia che si vedrà restituita la tassa ingiustamente pagata.
Questo mi ha sbalordito. Perché da quello che capisco (ma io non ne capisco molto) non é affatto una fesseria l’eliminazione dell’IMU, ma un meccanismo assurdo questa copertura finanziaria, che rasenta l’impossibilità di essere attuato.
Ma io devo essere tanto incompetente se nessuno tra gli altri partiti ha fatto notare questa impossibilità. Allora ho deciso di scrivere quello che penso così che qualcuno più competente di me mi spieghi dove sbaglio.

1) L’accordo con la Svizzera. Basta cercare su Google italy-swiss tax dossier e si trova il documento del Federal Department of Finance FDF dal titolo Switzerland-Italy tax dossier datato 12 giugno 2012, dove si legge che “Nel maggio 2012 (sotto il governo Monti nda), entrambi i paesi hanno formato un gruppo intergovernativo, incaricato di portare avanti un lavoro importante.” Il lavoro affronta 5 punti di cui il primo è, appunto, quello relativo al “Double taxation agreement (DTA)”. Ma si legge che “Il DTA (in vigore) con l’Italia è del 1976. Gli sforzi compiuti per rivedere questo accordo dal 2001 (sotto il governo Berlusconi nda) si sono rivelati infruttuosi.“.
Continuando a cercare si legge, in un articolo del Sole 24 ore intitolato La Grecia batte l’Italia: lunedì l’accordo con la Svizzera per tassare i capitali, che “Nel caso italiano, l’una tantum sarebbe circa del 25% dei 150 miliardi di euro stimati, secondo indiscrezioni di stampa, quindi pari a 37,5 miliardi di euro di incassi. […] Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l’Erario italiano potrebbe contare su 625 milioni di incassi all’anno.“. Certo che facessimo un accordo come quello del Regno Unito, non so se loro la chiamano patrimoniale, però ne ricavano un po’ di soldi e scoraggiano a tenere nascosti i capitali. Comunque penso che Berlusconi la sua proposta non la consideri una patrimoniale, visto che non dieci anni fa, ma il 30 Novembre del 2011 diceva: “Nelle conversazioni con il professor Monti siamo stati molto chiari. Non daremmo il voto in Parlamento a una patrimoniale e al cambio della legge elettorale“.
2) I soldi anticipati dalla CDP. Nel documento dell’ultimo Bilancio disponibile sul sito della CDP, é scritto che “Il finanziamento, sotto qualsiasi forma, di Stato, regioni, enti locali, enti pubblici e organismi di diritto pubblico, utilizzando i fondi rimborsabili nella forma di Libretti di risparmio postale e di Buoni fruttiferi postali (BFP), assistiti dalla garanzia dello Stato e distribuiti attraverso Poste Italiane S.p.A.” (pag.17). Ossia l’ente pubblico, in questo caso penso il Ministero dell’Economia, viene finanziato con i soldi dei risparmi che gli Italiani mettono in Posta. Temo che siano per la maggior parte i risparmi di pensionati e di chi considera tali depositi più sicuri di quelli bancari. Quindi per questa operazione si metterebbero le mani proprio nelle tasche degli Italiani.
3) Le accise su giochi e tabacchi. Mi sembra l’unica cosa chiara: nel primo consiglio dei Ministri si alzeranno le tasse su queste cose.

Ora quello che vorrei delle risposte per queste due domande:
Primo cosa non ho capito nei miei ragionamenti e nelle mie ricerche? Perché se nessun partito dell’opposizione ha fatto considerazioni simili significa che sono sbagliate. Me lo spiega qualcuno dove?
Secondo: non è che la CDP, con i suoi miliardi di euro, é un salvadanaio ricco che fa gola a tutti e nessuno vuole mettere limiti (leggi far notare troppo) alla possibilità di attingerci?Lascio ad altri il dibattito sui contenuti della proposta fatta ieri da Berlusconi, ognuno si formi le proprie idee con le informazioni e nel modo che ritiene più opportuno. Voglio condividere le mie considerazioni sul “percorso comunicativo” dell’evento e su una parte a chi é stata messa la sordina in modo singolare.
A me da fastidio; quando ascolto mi metto in modalitá “assimilante” alzo le antenne e cerco di comprendere i contenuti di chi parla dal suo punto di vista, non filtrandole con le mie opinioni.
In questa azione di ascolto attento mi é sembrato di capire una cosa incredibile, quindi oggi sono andato alla ricerca del video dell’evento per riascoltarlo. Prima sorpresa: non sono stato capace di trovarlo. È praticamente inesistente la versione integrale su internet.
Il primo posto è stato il sito del Popolo delle Libertà, ma vi ho trovato solo un risicato video di 3 minuti che ritagliano giusto la frase del taglio e restituzione dell’IMU.
Poi è stato il turno di Youtube, dove sono stato un po’ più fortunato. Ho trovato il video parziale, ma con il passaggio che mi interessava riascoltare. Del video intero, nulla; mistero mediatico.
Questa totale assenza è cacofonica rispetto al gran coro di commenti che ci sono. Come dire tutti stanno a commentare un film che è andato perso e nessuno può più vedere. Quindi dovete fidarvi di noi che l’abbiamo visto….. Proprio singolare.
Ma parliamo del passaggio che mi ha stupito, quello della copertura del rimborso IMU. Il nostro possibile futuro Ministro dell’economia ha detto (min 11:10 del video): “per la copertura finanziaria, quindi, di questa operazione, abbiamo individuato una soluzione che, non solo garantirà molte più risorse, ma che anch’essa direi ha una forza simbolica eloquente. E cioè l’accordo con la Svizzera, che abbiamo lungamente trattato durante il tempo del nostro ultimo governo. Un accordo che è stato realizzato anche da molti altri stati, tra l’altro la Gran Bretagna, la Germania, l’Austria. Un accordo cioè per la tassazione delle attività finanziarie detenute in Svizzera da cittadini Italiani. Il gettito previsto da questo accordo è una tantum, la prima volta, di 25-30 miliardi. Quindi assolutamente capiente rispetto ai 4 miliardi che dobbiamo restituire. E poi da questo accordo lo Stato ricaverà 5 miliardi all’anno come flusso a regime dell’accordo. In attesa della sottoscrizione dell’accordo la liquidità potrà essere anticipata dalla Cassa Depositi e Prestiti, previo accordo stilato sul modello di quello che è stato già sperimentato in occasione del recente Terremoto in Emilia. Per quanto riguarda invece la copertura strutturale, cioè che si ripete ogni anno, per l’eliminazione definitiva dell’IMU, anche questo 4 miliardi all’anno, abbiamo già indicato che si provvederà mediante una revisione delle assise (ma forse intendeva delle accise? nda) sui giochi, sull’Lotto, sulle scommesse, sui tabacchi. Abbiamo già preparato il disegno di legge che prevede un piccolo aggravio di imposte su questi prodotti non di prima necessità. Lo approveremo anche questo contemporaneamente alla deliberazione della cancellazione definitiva dell’IMU per i prossimi anni. Quindi come mi pare evidente si tratta di una misura senza aggravi per lo Stato, utilissima per ogni famiglia che si vedrà restituita la tassa ingiustamente pagata.
Questo mi ha sbalordito. Perché da quello che capisco (ma io non ne capisco molto) non é affatto una fesseria l’eliminazione dell’IMU, ma un meccanismo assurdo questa copertura finanziaria, che rasenta l’impossibilità di essere attuato.
Ma io devo essere tanto incompetente se nessuno tra gli altri partiti ha fatto notare questa impossibilità. Allora ho deciso di scrivere quello che penso così che qualcuno più competente di me mi spieghi dove sbaglio.

1) L’accordo con la Svizzera. Basta cercare su Google italy-swiss tax dossier e si trova il documento del Federal Department of Finance FDF dal titolo Switzerland-Italy tax dossier datato 12 giugno 2012, dove si legge che “Nel maggio 2012 (sotto il governo Monti nda), entrambi i paesi hanno formato un gruppo intergovernativo, incaricato di portare avanti un lavoro importante.” Il lavoro affronta 5 punti di cui il primo è, appunto, quello relativo al “Double taxation agreement (DTA)”. Ma si legge che “Il DTA (in vigore) con l’Italia è del 1976. Gli sforzi compiuti per rivedere questo accordo dal 2001 (sotto il governo Berlusconi nda) si sono rivelati infruttuosi.“.
Continuando a cercare si legge, in un articolo del Sole 24 ore intitolato La Grecia batte l’Italia: lunedì l’accordo con la Svizzera per tassare i capitali, che “Nel caso italiano, l’una tantum sarebbe circa del 25% dei 150 miliardi di euro stimati, secondo indiscrezioni di stampa, quindi pari a 37,5 miliardi di euro di incassi. […] Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l’Erario italiano potrebbe contare su 625 milioni di incassi all’anno.“. Certo che facessimo un accordo come quello del Regno Unito, non so se loro la chiamano patrimoniale, però ne ricavano un po’ di soldi e scoraggiano a tenere nascosti i capitali. Comunque penso che Berlusconi la sua proposta non la consideri una patrimoniale, visto che non dieci anni fa, ma il 30 Novembre del 2011 diceva: “Nelle conversazioni con il professor Monti siamo stati molto chiari. Non daremmo il voto in Parlamento a una patrimoniale e al cambio della legge elettorale“.
2) I soldi anticipati dalla CDP. Nel documento dell’ultimo Bilancio disponibile sul sito della CDP, é scritto che “Il finanziamento, sotto qualsiasi forma, di Stato, regioni, enti locali, enti pubblici e organismi di diritto pubblico, utilizzando i fondi rimborsabili nella forma di Libretti di risparmio postale e di Buoni fruttiferi postali (BFP), assistiti dalla garanzia dello Stato e distribuiti attraverso Poste Italiane S.p.A.” (pag.17). Ossia l’ente pubblico, in questo caso penso il Ministero dell’Economia, viene finanziato con i soldi dei risparmi che gli Italiani mettono in Posta. Temo che siano per la maggior parte i risparmi di pensionati e di chi considera tali depositi più sicuri di quelli bancari. Quindi per questa operazione si metterebbero le mani proprio nelle tasche degli Italiani.
3) Le accise su giochi e tabacchi. Mi sembra l’unica cosa chiara: nel primo consiglio dei Ministri si alzeranno le tasse su queste cose.

Ora quello che vorrei delle risposte per queste due domande:
Primo cosa non ho capito nei miei ragionamenti e nelle mie ricerche? Perché se nessun partito dell’opposizione ha fatto considerazioni simili significa che sono sbagliate. Me lo spiega qualcuno dove?
Secondo: non è che la CDP, con i suoi miliardi di euro, é un salvadanaio ricco che fa gola a tutti e nessuno vuole mettere limiti (leggi far notare troppo) alla possibilità di attingerci?

Io sono stupido, ma lei Ministro Corrado Passera che fa? Pensa solo alla TAV?

Ho letto l’articolo dal titolo “Velok”, le colonnine arancioni ora finiscono fuorilegge sul sito di Repubblica.it e mi sento stupido. Scusatemi se mi dilungherò in citazioni, ma ne vale la pena per capire in che paese viviamo.
Si perché il succo è questo: i dissuasori sono quelle colonnine sparse sulle strade, alcune con dentro l’autovelox, altre finte senza nulla dentro; servono a dissuadere gli automobilisti a superari i limiti di velocità. Quindi servono per rispettare una regola ed in modo abbastanza economico per i comuni perché, appunto molte sono finte. Sembra che il loro lavoro lo facciano “Le abbiamo messe sulla tangenziale T4 sei mesi fa – racconta l’assessore alla viabilità di Verona Enrico Corsi – e da allora non abbiamo avuto più incidenti“. Da automobilista posso solo dire che, nelle strade dove le trovo, si và più piano. Ora sembra che non siano previste dal codice della strada, quindi illegali o illecite le multe fatte con gli autovelox inclusi.
Riassunto: ci sono dei limiti di velocità, ci sono dei dispositivi che di fatto aiutano a far rispettare quei limiti e diminuire gli incidenti, ma non sono recepiti da alcuna norma. E cosa fà il ministero e i suoi dipendenti per affrontare questa situazione?
Emana delle disposizioni per rendere questi dispositivi regolari? No.
Propone una valida alternativa per far rispettare i limiti di velocità e mantenere sicure le strade? No.
4295-24-07-2012 Il Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini emana il suo parere nella comunicazione n.4295 del 24-Lug-2012 che potete trovare sul sito www.francocrisafi.it, perché è introvabile nel sito del ministero, io ne ho fatto una copia che potete vedere integralmente con un doppio click qui di fianco. Il Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini ci dice che “[…] si comunica che i manufatti in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo Codice della Strada […] e dal connesso Regolamento di Esecuzione ed Attuazione […] e dunque per essi non risulta concessa alcuna approvazione […] da parte di questa Direzione Generale.”
Ma da quello che capisco io il bello viene dopo: “L’art.60 della Legge 29 luglio 2010, n.120, “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, rinvia ad apposito decreto ministeriale, non ancora emanato, la definizione delle caratteristiche degli impianti da impiegare per la regolazione della velocità. Poiché i manufatti in questione non possono essere classificati come impianti, in quanto privi di qualsivoglia dispositivo deputato alla specifica funzione essi probabilmente non potranno neppure essere ricondotti alla futura nuova disciplina che sarà introdotta […] “.
Riassunto: i dispositivi non possono essere classificati in nessun modo previsto, quindi non sono regolari! Non solo le caratteristiche degli impianti utilizzabili ancora devono essere definite da un decreto ministeriale. Ma il Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini dice che probabilmente non includeranno questi dispositivi.

Io sono stupido e non competente in materia, è chiaro. Ma Sig. Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini lei lo sa che sti cosi finti riducono il numero di incidenti? Lo sa che in alcuni paesi dell’est usano addirittura i manichini? Lo ha letto l’articolo sul Corriere della Sera.it, che essendo italiano la butta sul sex appeal della minigonna, oppure quello su tn.cz che riporta la notizia più correttamente? (un suggerimento: Direttore Generale Dott. Ing.Sergio Dondolini, casomai lei, come me, non conosca il Ceco, con Google Translator lo può tradurre in modo che si capisce).

Morti in incidente stradale per categoria di strada

Morti in incidente stradale per categoria di strada

Lo sa che ai parenti dei circa 2000 morti di strade extraurbane non gli importa nulla che “Nell’ultimo decennio il numero delle vittime è diminuito del 42.4% (in linea con la media europea” (ISTAT Incidenti Stradali dagli anni trenta ad oggi sul sito www.aci.it) e se sti cosi che non sono inquadrabili ci fanno risparmiare altre vite non guasta? Ma si lo sa perché il Direttore Generale Dott.Ing.Sergio Dondolini ne parlava con competenza già nel Maggio del 2009 come risulta nelle slide della sua presentazione disponibili qui sotto.

103 sergio dondolini pdf
Found at ebookbrowse.com

Però non riesco a capire se il problema è che i dissuasori il Direttore Generale Dott.Ing.Sergio Dondolini non li approva perché il suo compito è solo quello di eseguire quello che la legge prevede, e se il decreto per la definizione degli impianti ancora non è stato fatto, perché il Direttore Generale Dott.Ing.Sergio Dondolini dice che probabilmente non ci saranno nella futura disciplina? Chi la deve scrivere? Chi la approva? Forse Sig. Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera è suo compito? Ma forse il suo tempo impiegato anche per essere il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera la distoglie da tale impegno? Certo un argomento come la TAV è più congeniale al duplice incarico, ma penso che se riusciva ad essere primo in una classifica che si basa sulla conta di morti e feriti non sarebbe stato male.

Uso imperfetto e condizionale perché ora c’è la crisi del Governo quindi le decisioni sono sospese, anche se non lo è altrettanto la conta sulle strade dei morti e feriti.Ho letto l’articolo dal titolo “Velok”, le colonnine arancioni ora finiscono fuorilegge sul sito di Repubblica.it e mi sento stupido. Scusatemi se mi dilungherò in citazioni, ma ne vale la pena per capire in che paese viviamo.
Si perché il succo è questo: i dissuasori sono quelle colonnine sparse sulle strade, alcune con dentro l’autovelox, altre finte senza nulla dentro; servono a dissuadere gli automobilisti a superari i limiti di velocità. Quindi servono per rispettare una regola ed in modo abbastanza economico per i comuni perché, appunto molte sono finte. Sembra che il loro lavoro lo facciano “Le abbiamo messe sulla tangenziale T4 sei mesi fa – racconta l’assessore alla viabilità di Verona Enrico Corsi – e da allora non abbiamo avuto più incidenti“. Da automobilista posso solo dire che, nelle strade dove le trovo, si và più piano. Ora sembra che non siano previste dal codice della strada, quindi illegali o illecite le multe fatte con gli autovelox inclusi.
Riassunto: ci sono dei limiti di velocità, ci sono dei dispositivi che di fatto aiutano a far rispettare quei limiti e diminuire gli incidenti, ma non sono recepiti da alcuna norma. E cosa fà il ministero e i suoi dipendenti per affrontare questa situazione?
Emana delle disposizioni per rendere questi dispositivi regolari? No.
Propone una valida alternativa per far rispettare i limiti di velocità e mantenere sicure le strade? No.
4295-24-07-2012 Il Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini emana il suo parere nella comunicazione n.4295 del 24-Lug-2012 che potete trovare sul sito www.francocrisafi.it, perché è introvabile nel sito del ministero, io ne ho fatto una copia che potete vedere integralmente con un doppio click qui di fianco. Il Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini ci dice che “[…] si comunica che i manufatti in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo Codice della Strada […] e dal connesso Regolamento di Esecuzione ed Attuazione […] e dunque per essi non risulta concessa alcuna approvazione […] da parte di questa Direzione Generale.”
Ma da quello che capisco io il bello viene dopo: “L’art.60 della Legge 29 luglio 2010, n.120, “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, rinvia ad apposito decreto ministeriale, non ancora emanato, la definizione delle caratteristiche degli impianti da impiegare per la regolazione della velocità. Poiché i manufatti in questione non possono essere classificati come impianti, in quanto privi di qualsivoglia dispositivo deputato alla specifica funzione essi probabilmente non potranno neppure essere ricondotti alla futura nuova disciplina che sarà introdotta […] “.
Riassunto: i dispositivi non possono essere classificati in nessun modo previsto, quindi non sono regolari! Non solo le caratteristiche degli impianti utilizzabili ancora devono essere definite da un decreto ministeriale. Ma il Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini dice che probabilmente non includeranno questi dispositivi.

Io sono stupido e non competente in materia, è chiaro. Ma Sig. Direttore Generale Dr.Ing.Sergio Dondolini lei lo sa che sti cosi finti riducono il numero di incidenti? Lo sa che in alcuni paesi dell’est usano addirittura i manichini? Lo ha letto l’articolo sul Corriere della Sera.it, che essendo italiano la butta sul sex appeal della minigonna, oppure quello su tn.cz che riporta la notizia più correttamente? (un suggerimento: Direttore Generale Dott. Ing.Sergio Dondolini, casomai lei, come me, non conosca il Ceco, con Google Translator lo può tradurre in modo che si capisce).

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Lo sa che ai parenti dei circa 2000 morti di strade extraurbane non gli importa nulla che “Nell’ultimo decennio il numero delle vittime è diminuito del 42.4% (in linea con la media europea” (ISTAT Incidenti Stradali dagli anni trenta ad oggi sul sito www.aci.it) e se sti cosi che non sono inquadrabili ci fanno risparmiare altre vite non guasta? Ma si lo sa perché il Direttore Generale Dott.Ing.Sergio Dondolini ne parlava con competenza già nel Maggio del 2009 come risulta nelle slide della sua presentazione disponibili qui sotto.

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Però non riesco a capire se il problema è che i dissuasori il Direttore Generale Dott.Ing.Sergio Dondolini non li approva perché il suo compito è solo quello di eseguire quello che la legge prevede, e se il decreto per la definizione degli impianti ancora non è stato fatto, perché il Direttore Generale Dott.Ing.Sergio Dondolini dice che probabilmente non ci saranno nella futura disciplina? Chi la deve scrivere? Chi la approva? Forse Sig. Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera è suo compito? Ma forse il suo tempo impiegato anche per essere il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera la distoglie da tale impegno? Certo un argomento come la TAV è più congeniale al duplice incarico, ma penso che se riusciva ad essere primo in una classifica che si basa sulla conta di morti e feriti non sarebbe stato male.

Uso imperfetto e condizionale perché ora c’è la crisi del Governo quindi le decisioni sono sospese, anche se non lo è altrettanto la conta sulle strade dei morti e feriti.